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Asili L’Aquila, giallo sul futuro delle educatrici

«Prendiamo atto della [url”nota”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=123445&typeb=0[/url] diffusa dalla senatrice Stefania Pezzopane, in base alla quale il Comune dell’Aquila potrebbe tranquillamente riassumere precari ed educatrici degli asili nido, essendo stati superati tutti i problemi grazie alla Legge di Stabilità, al Decreto Enti Locali e alla circolare del Ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia. Ci piacerebbe davvero che la realtà stesse in questi termini, ma purtroppo non è così». A precisarlo, attraverso una nota, sono il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’assessore alle Risorse Umane Betty Leone.

«Tanto la Legge di Stabilità quanto il Decreto Enti locali – argomentano il sindaco e l’assessore – non permettono deroghe generalizzate al “Job Act” in materia di precariato e pertanto si tratta di due norme su cui il Comune non può far leva per poter procedere al rinnovo dei contratti a tempo determinato. A ciò si aggiunga che, per i precari, la nostra amministrazione conta di avere a disposizione 1 milione di euro; confidiamo che la senatrice Pezzopane ci aiuti ad averli materialmente al più presto. Ma anche in questo caso, e qualora fosse possibile procedere al rinnovo dei contratti, tali fondi non sarebbero nemmeno sufficienti, visto che la spesa che la Municipalità sostiene per i precari è di 2 milioni e mezzo di euro; ciò vorrebbe dire che non tutto il personale interessato da questa vicenda potrebbe essere riassunto».

«Sul fronte delle educatrici – precisano il primo cittadino e l’assessore Leone – la circolare del ministro Madia si applica solo alle graduatorie per le supplenze del personale educativo e non è utilizzabile per le proroghe dei contratti. Stiamo lavorando affinché lo stesso ministro fornisca un’interpretazione estensiva di tale circolare che possa essere valida anche per il nostro caso e siamo certi che la senatrice Pezzopane ci sostenga in questo percorso, sollecitando il Governo affinché tale interpretazione estensiva venga formalizzata al più presto».

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