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Perdonanza: «Gli anni passano e le cose non migliorano»

Perdonanza 2015: si poteva fare di più? «Anche quest’anno, come per il 2014, nonostante l’impegno di tante persone per l’organizzazione della manifestazione, la “Perdonanza 2015” è stata modesta e deludente».

Così incomincia un duro commento a firma di Carlo D’Emilio, voce del Comitato cittadino, in merito alla 721esima edizione della Perdonanza aquilana.

«Purtroppo – continua nella nota – gli anni passano e le cose non migliorano, a tale proposito facciamo alcune considerazione non per criticare l’operato di molti che si sono impegnati, ma al fine di migliorare una manifestazione che ha deluso le aspettative».

«Avete provato a stupirci con gli effetti speciali sulla Basilica di San Berardino, ma il corteo è sembrato una marcia di trasferimento a tappe forzate pur di rispettare gli orari, poco seguito dagli aquilani e quasi completamente disatteso da turisti, assenti e poco informati».

«Sul palco della cerimonia religiosa un numero eccessivo tra diaconi, sacerdoti, celebranti, vescovi e cardinale più di 50 presenze tra cui un sacerdote Segretario, che come un folletto saltava sul palco da un celebrante l’altro, per tutta la durata della Santa Messa (anche nel momento più importante e mistico della Consacrazione), ed ancora all’apertura della Porta Santa quando ha rubato, con senso di protagonismo, la scena persino al Sindaco relegandolo in seconda fila. Anche il Papa Celestino non è stato risparmiato dall’incuria e dal pressappochismo e mentre nel 2014 è stato portato in corteo su di un aratro di grande dimensioni, quest’anno è stato posto sotto un gazebo con la cassetta delle elemosine, come un oggetto da esposizione lasciato da solo proprio come un eremita, mentre i Carabinieri in alta uniforme erano di picchetto al palco dei celebranti in omaggio alla Curia».

«Lungo il corteo, – si legge – la solita presenza di bancarelle di noccioline, di paninari con le loro bancarelle di panini e salsicce, zucchero filato e crepes alla nutella, tipiche di una delle tante Sagre paesane, con tantissime opzioni tra cui scegliere. Fatta eccezione per la nutrita presenza di religiosi, politici e militari, pochi erano i cittadini presenti alla cerimonia e i turisti, che devono divertirsi, affinché rimanga impresso loro il ricordo della manifestazione, non sono arrivati».

«Anche il numero della manifestazione (721) che quest’anno, per la prima e unica volta nella storia, coincideva con l’altezza sul livello del mare della nostra città e poteva essere utilizzata a fini mediatici per far conoscere la bellezza e i paesaggi della nostra terra, è stata miseramente dimenticata. Il secolare perdono di Celestino è stato confuso con il tema attuale della integrazione, dei campi profughi, dei centri di accoglienza, la gente non ha capito, si poteva fare di meglio».

«Anche la festa civile è stata deludente e male organizzata, infatti, a parte il simpatico Giobbe Covatta e il suo spettacolo poco nazional-popolare, l’originale spettacolo della Passione di Cristo ha dimostrato i suoi limiti per la pessima acustica insufficiente e dispersiva offerta dalla chiesa di San Berardino dove si sono visti tanti, forse troppi presenti abbandonare lo spettacolo».

«Anche il messaggio pubblicitario è stato fiacco e circoscritto, presenti solo Sky (emittente prettamente commerciale) che non tutti vedono e rai 3 (sede locale), sarebbe stato davvero il massimo dell’inefficienza se non fosse venuta, visto che trasmette le dirette persino della “fiera della cicerchia” , per questo diamo un giudizio negativo sul marketing pubblicitario, insufficiente e poco azzeccato bisognava fare diversamente. L’unica nota positiva, rispetto alle altre edizione, è stato il costo contenuto dell’intera manifestazione, ma anche qua, se spendere poco significa spendere male, è meglio non spendere affatto».

«Sono passati ben 721 anni dalla prima storica perdonanza, quanti anni ancora ne dovranno passare affinché questa città possa beneficiare dell’evento? L’autocompiacimento del Signor Sindaco sulla buona riuscita della manifestazione, paragonandola a quella di 10 anni fa, non è credibile, parlare della Perdonanza di 10 anni fa (un secolo politico) per chi dirige una città, non serve a nulla e a nessuno se poi tutti gli anni si commettono gli stessi errori e si rimane costantemente “al palo”. Pertanto esprimiamo un giudizio negativo sulla Perdonanza 2015 con la speranza di un salto di qualità per la prossima del 2016, impegnandosi da subito per fare di più ed ancora meglio».