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Renzi e gli scontri a L’Aquila: si apre un’inchiesta

Accertamenti approfonditi per verificare eventuali profili di responsabilità da parte dei manifestanti che hanno partecipato alle due contestazioni nei confronti del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, martedì scorso, in occasione della sua prima visita istituzionale all’ Aquila, sono in corso da parte della Polizia del capoluogo.

Una prima informativa è già stata consegnata alla Procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta contro ignoti, anche alla luce della presenza dello stesso procuratore capo, Fausto Cardella, tra le autorità invitate, nei luoghi degli scontri tra manifestanti e agenti che hanno causato il ferimento di una poliziotta e di due contestatori.

In particolare, gli uomini della Digos stanno visionando i molti filmati, sia della stessa polizia sia di alcuni organi di informazione, sui disordini, caratterizzati da lanci di oggetti, tra cui sampietrini e uova, una delle quali ha colpito il questore, Alfonso Terribile, e da una carica delle forze dell’ordine alla Villa comunale.

Si tratta di un lavoro finalizzato a stabilire se ci sono state violazioni sia da parte dei manifestanti sia da parte delle stesse forze dell’ordine, anche alla luce della contrapposte versioni che parlano di “manganellate fuori luogo” da una parte e “violenze ingiustificate” dall’altra.

Secondo quanto si è appreso, non sarà difficile rintracciare le persone appartenenti, tra gli altri, ai comitati contro la petrolizzazione nella costa teatina e contro il metanodotto Snam. Un’ipotesi di reato è quella di manifestazione non autorizzata, dal momento che la questura aquilana aveva accordato solo un sit-in “statico” alla Fontana luminosa: le altre ipotesi sono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento, interruzione di pubblico servizio e lesioni. Per ora è stata ascoltata la poliziotta Maria Cipollone, che ha riportato la rottura del setto nasale.

Al vaglio degli investigatori le azioni di una precisa parte dei manifestanti che potrebbero aver avuto altri obiettivi rispetto alla volontà di esprimere dissenso senza violenza: si tende a verificare se ci siano stati infiltrati. Intanto, sarebbe emerso che la Polizia aveva invitato gli organizzatori a cambiare entrambe le location in quanto non idonee dal punto di vista della sicurezza.

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