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L’occhio del Capoluogo.it sul Corteo della Perdonanza

Animi accesi dalla luce della Perdonanza Celestiniana numero 721. A sei anni dal sisma che piegò una L’Aquila soave, torna a svegliare la città la sua anima più sincera. Il 28 agosto, riaprono due tra le ante più famose d’Italia. Il Corteo della Bolla, storico simbolo di una L’Aquila che si risveglia nell’atmosfera della città grande che fu, quest’anno, però, ha un occhio di riguardo in più.

La Redazione de [i]IlCapoluogo.it[/i], al fine di catturare tutti i momenti salienti della manifestazione e offrire, quindi, ai lettori un servizio puntuale, preciso e preparato, quest’anno segue passo dopo passo il Corteo, fino ad arrivare alla Porta Santa e al momento della sua apertura al Mondo.

Giornalisti e fotografo percorreranno con mente e cuore le stesse orme dei figuranti, fino alla fine dell’evento.

Le parole chiave dell’edizione di quest’anno sono due: Perdonanza e Integrazione. Voglia di un mondo migliore.

Una giornata intensa, quella del 28 agosto, che rievoca la storicità e la spiritualità di un gesto, quale quello di Papa Celestino V, divenuto oramai eterno. Il Corteo Storico, con in testa il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sarà composto da oltre 800 figuranti.

Il rito della Perdonanza Celestiniana riscontra il suo culmine nell’apertura maestosa delle porte della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il gesto suddetto dà inizio alle 24 ore concesse ai fedeli da papa Celestino V per ottenere l’indulgenza plenaria.

La figura principale del Corteo è quella della Dama della Bolla che, rappresentando la Città dell’Aquila custode della Bolla di Celestino V, conduce, sino al prato della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, l’astuccio in cui per secoli è stato conservato il sacro Documento del Papa Santo.

La Bolla, distesa sotto una teca nel 1997, in occasione del suo restauro, si trova attualmente esposta all’Expo di Milano nel Padiglione Italia, area Eataly, dove resterà fino al 31 ottobre, all’interno della mostra “Il Tesoro d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi.

Altra figura fondamentale è quella del Giovin Signore che reca il ramo d’ulivo del Getsemani con il quale Mons. Beniamino Stella ordinerà l’apertura della Porta Santa, toccandola tre volte.

La Dama della Croce, infine, indosserà un gioiello realizzata dall’artista aquilana Laura Caliendo e che lo stesso Cardinale indosserà nel momento più solenne della Perdonanza.

La teca contenente la Bolla del Papa Santo Celestino V del 1294, l’astuccio che l’ha contenuta per secoli, e il ramo d’ulivo sono usciti miracolosamente illesi dai crolli che ha subito Palazzo Margherita (la sede storica del Comune di Piazza Palazzo) in seguito al terremoto del 6 aprile 2009. Il sacro Documento e gli altri preziosi oggetti del Perdono Celestiniano, fino a quella data, erano conservati nella cappella della Torre civica.

La testa del Corteo partirà alle 16:00 da Palazzo Fibbioni. In una notte, L’Aquila della storia, rinasce.

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