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Post-Renzi: i commenti a caldo

La visita di Matteo Renzi al terremotato capoluogo d’Abruzzo sembra aver seminato delle piccole perle di acidità fra i cittadini. Proteste, tafferugli, ombre e parole grosse. La politica, ieri, è inciampata lungo la cosiddetta ‘passerella istituzionale’. Non mancano i commenti dell’ultima ora. Il giorno del Post-Renzi è il giorno dei bilanci e delle riflessioni.

FORZA ITALIA: «UNA VISITA INCONSISTENTE»

«La sciatteria istituzionale di coloro che hanno organizzato la visita di Renzi all’Aquila desta stupore e imbarazzo». Lo sottolineano, in una nota, il Vice Presidente del Consiglio regionale Paolo Gatti e il Presidente emerito della Regione Gianni Chiodi.

«Se si fosse trattato di visita istituzionale del Presidente del Consiglio dei Ministri – spiegano – sia pure dopo ben 18 mesi dall’assunzione del ruolo, un tempo decisamente lungo rispetto all’attenzione che dovrebbero meritare la Regione Abruzzo e soprattutto la città capoluogo terremotata, sarebbe stato d’obbligo invitare i rappresentanti dei cittadini abruzzesi, ovvero i Consiglieri regionali democraticamente eletti, e non solo quelli del centrosinistra».

«La conclusione è che la veloce, velocissima visita, o è stata quella del segretario del PD, che ha tenuto un breve discorso ai suoi, evitando il confronto sia con i cittadini che con i rappresentanti eletti della comunità abruzzese, oppure è stata una pessima prova di ineleganza istituzionale e scarso rispetto nei confronti dei cittadini. In fondo, data l’inconsistenza complessiva della visita in termini di impegni politico amministrativi, così come risulta dai resoconti, poco importa di sapere in quale veste sia transitato di sfuggita il premier-segretario di partito, e meno ancora di sapere a chi vada attribuita la brillante organizzazione della comparsata. Confidiamo solo che vengano risparmiate ai cittadini abruzzesi le abituali, ridondanti, tautologiche e bulimiche dichiarazioni dei rappresentanti del PD sulla straordinaria importanza di un evento semplicemente inutile».

DI PANGRAZIO: «IL PREMIER HA PRESO UN IMPEGNO CON L’AQUILA» – Il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, invece, ha espresso vivo apprezzamento «per la prima visita del Premier all’Aquila e in Abruzzo e per la disponibilità dimostrata ad ascoltare le tante questioni esposte dai rappresentati della politica locale. La presenza oggi di Renzi all’Aquila- ha aggiunto Di Pangrazio- conferma l’attenzione del Presidente del Consiglio rispetto ai delicati temi legati alla ricostruzione e alla ripresa economica, produttiva e sociale del capoluogo. Nel corso del suo intervento nella prestigiosa sede del Gran Sasso Science Institute- ha aggiunto Di Pangrazio- ho molto apprezzato anche le sfide e gli impegni presi da Renzi per lo sviluppo dell’intera Regione, comprese le aree montane che sicuramente hanno bisogno di una maggiore attenzione e maggiori incentivi. Sono sicuro che tra un anno, in occasione della prossima visita in Abruzzo promessa ufficialmente dal Premier, potremmo confrontarci con i risultati concreti ottenuti dalle politiche messe in atto dal Governo regionale e nazionale».

«Gli impegni assunti dal Premier Renzi nel corso della visita all’Aquila, rappresentano una sfida per chi, in Abruzzo, ricopre incarichi politici e amministrativi».

Continua Giuseppe Di Pangrazio, che si sofferma in modo particolare su quel “Patto con le Regioni”, illustrato da Renzi a conclusione dell’incontro con i rappresentanti delle amministrazioni locali, delle forze sociali e dell’Università.

Il “Patto”, infatti, introdurrà nuove modalità di collaborazione tra lo Stato e gli Enti locali che saranno in grado di sviluppare delle progettualità, attraverso azioni sinergiche e procedure certe. «Procedure, che spesso – osserva Di Pangrazio – sono venute a mancare in questi anni, rallentando iniziative che avrebbero potuto portare importanti benefici per i territori e le comunità. L’Assemblea regionale, nell’ambito delle proprie prerogative istituzionali, è pronta a dare la massima collaborazione alla Giunta affinché l’Abruzzo sia la prima Regione a sottoscrivere questo patto con il Governo nazionale, come auspicato dallo stesso Renzi. Sono sicuro che tra un anno, in occasione della prossima visita in Abruzzo del Premier, potremo confrontarci con i risultati concreti ottenuti dalle politiche nate dalla collaborazione tra Governo regionale e nazionale».

GIORGIO DE MATTEIS: «MALDESTRA REGIA DI D’ALFONSO E PD LOCALE SGALLETTANTE» – «C’era davvero bisogno di questa penosa pantomima? La tanto attesa visita del Presidente del Consiglio Renzi, meglio sarebbe dire del conte Mascetti del governo italiano, lascia l’amaro in bocca».

A dirlo è l’esponente della minoranza in Consiglio comunale, Giorgio De Matteis, che aggiunge: «Sarebbe fin troppo facile ironizzare sulla maldestra regia del Presidente D’Alfonso che ha dimostrato ancora una volta di non possedere la capacità di governo, che in molti avevano sperato potesse avere. Per non parlare dello sgallettante agitarsi del Pd locale, dello spento e crepuscolare Cialente e di una ormai senatrice da salotto Tv Pezzopane, accompagnata da famigli e compare. Faceva davvero tenerezza il Vice Presidente della Regione Lolli, che cercava di dare senso ad un incontro iniziato male e terminato peggio».

«Al di là di tutto ciò – incalza De Matteis – resta l’amaro in bocca, perché da questa visita si è capito che Renzi ha due cose in testa riguardo L’Aquila: la prima, è che non gliene frega assolutamente nulla; la seconda, è che non ha alcuna conoscenza dei problemi reali dell’Aquila, del terremoto e dell’Abruzzo in generale. Ha, infatti, recitato uno stanco compitino sulle tasse delle aziende e sulle disponibilità finanziarie, fattori di fondamentale importanza per il futuro della Città. Al di là dell’ovvia dichiarazione sull’impegno in Europa, appare evidente come il Pd (partito che alle ultime europee ha ottenuto in Italia il 40 % dei voti e che ha una pattuglia di grande rilevanza in sede europea) non ha avuto la capacità di seguire e di gestire questo problema, tanto da ritrovarci con questo bel regalo. Un tempo, i vari Sassolli, Pittella, Serracchiani, solo per citarne alcuni, erano pronti a criticare senza mai prendere posizione sulle azioni portate avanti dal centro destra che, comunque, era riuscito a portare a casa il risultato della Zona franca e del non pagamento delle tasse per le aziende. Oggi,invece, questo governicchio renziano rincorre l’Europa, da zerbino asservito, senza riuscire ad incidere».

«Le dichiarazioni di Renzi – sottolinea ancora De Matteis – evidenziano una ovvietà e cioè che una decisione assunta dall’Unione europea in merito al problema tasse, difficilmente potrà essere modificata e, quindi, l’unica soluzione possibile è che l’attuale governo si assuma l’onere finanziario conseguente alla determinazione europea. E’ inutile girarci intorno, perché tutti sanno quale è il vero problema. Quindi, prima si parla chiaro e meglio sarà per tutti. Quanto alla disponibilità finanziaria e alle solite chiacchiere: i soldi ci sono, andiamo avanti così, probabilmente nessuno ha informato Renzi che fino ad oggi si è andati avanti con i soldi messi a disposizione dal governo Berlusconi e che, dall’anno prossimo, come evidenziato dal bilancio comunale appena approvato, ci sarà una drastica riduzione dei trasferimenti di risorse finanziarie da parte del suo governo. Bastano già questi due fatti per testimoniare il fallimento di una presenza tanto attesa e il fastidio manifesto di un Presidente del Consiglio che poco considera il Pd locale, ormai relegato ai margini della politica regionale e nazionale. Quanto al Comune dell’Aquila e al circo che è diventato, bastano gli avvenimenti accaduti durante l’approvazione dell’ultimo bilancio – conclude De Matteis – per testimoniare il penoso crepuscolo di un Sindaco decotto e il disfacimento di una maggioranza, ridotta a brandelli. Ma questa è un’altra storia».

LIRIS, CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA IN CONSIGLIO COMUNALE: «CONTESTAZIONI GIUSTISSIME» – «Sono state assolutamente giuste, nel merito, le contestazioni di ieri, ed esprimo la massima solidarietà ai feriti di questa triste giornata.

L’Aquila ha riservato un’accoglienza rabbiosa a Renzi e, del resto, cosa ci si poteva aspettare di diverso?

Renzi e il PD sono nemici della città e dell’Abruzzo: la popolazione lo ha capito!».

«Solo un brevissimo passaggio al Gran Sasso Istitute che, peraltro, ha più l’aria di un debito da evadere con i referenti locali del PD. Evitato accuratamente un confronto con la città, le categorie, gli imprenditori, le forze politiche. Gravissimo, poi, lo sgarbo istituzionale di non essere entrato nella sede comunale.

Renzi non voleva venire, non conosce L’Aquila, non se ne vuole occupare e vive il problema della ricostruzione del nostro territorio come un fastidio. Solo dopo 18 mesi di Governo, infatti, Renzi ricorda che a meno di un’ora di distanza da Roma c’è una città distrutta e un territorio dimenticato. Il Governo che meno ha fatto per L’Aquila ha visto esponenti politici che, negli anni, hanno animato le contestazioni, prestare opera di zerbinaggio ad un esperto comunicatore che non nulla sa, né vuole occuparsi della nostra città e del cratere».

«Ha ripetuto frasi e cifre memorizzate in fretta e furia negli ultimi minuti, ma trasmettendo e tradendo nei gesti e nei comportamenti l’indolenza e il fastidio che ha provato. Torni solo quando ha qualcosa da dire. Chi vuole bene alla città delL’Aquila non piega la testa davanti ai potenti, dimenticando i drammi sociali e umani del nostro territorio. Renzi non può camminare per la città perché la città, giustamente arrabbiata, delusa e disillusa, non glielo consente. Chiedo ai rappresentanti del centro sinistra di non umiliare ulteriormente la città capoluogo di regione con questi tipi di iniziative, di cui nessun aquilano sente sinceramente il bisogno».

PIETRUCCI: «VENUTA DI RENZI MUTILATA DA PROTESTE CHE NON HANNO NULLA A CHE VEDERE CON LA RICOSTRUZIONE» – «Spiace registrare che la visita del presidente del Consiglio all’Aquila si sia dovuta svolgere in maniera incompleta. Lo scopo principale di questa era infatti “far toccare con mano” a Matteo Renzi lo stato dell’arte della ricostruzione della città, ma per motivi di sicurezza questo non è stato possibile. Ci si è dovuti limitare alla pur utilissima riunione di lavoro su temi operativi come la questione dell’esenzione delle tasse per le imprese del cratere sismico, la proroga dei precari in forza agli uffici della ricostruzione e nei diversi comuni, le risorse finanziarie costanti e garantite negli anni, il potenziamento delle infrastrutture».

«Spiace ancora di più prendere atto che la mutilazione della visita si sia verificata per la messa in campo di proteste e dimostrazioni che niente hanno a che fare con la ricostruzione del capoluogo, almeno in larghissima parte. Delle ragioni delle proteste di ieri ho il massimo rispetto. Mi sarebbe piaciuto vederne altrettanto da parte dei fratelli abruzzesi di fronte al dramma di una città e un territorio che a poco a poco si rialza, vuole mostrare ferite e cicatrici ma anche energia e capacità al capo del governo. Una città che ha la volontà e il tanto atteso (sei anni) diritto di concordare direttamente con il premier gli interventi necessari per un ulteriore fase, quella decisiva, della ricostruzione. Una protesta avrebbe avuto senso da parte di chi lo avesse ritenuto tra gli aquilani, perché ieri si è parlato delle questioni che i cittadini dell’Aquila hanno vissuto sulla propria pelle».

«Inoltre proprio perché ho rispetto e comprendo le ragioni delle battaglie ambientali – dice – per cui si è protestato ieri, dico che anche la modalità scelta per evidenziarle è del tutto sbagliata. Con gli scontri e il rumore ci si confina nel lembo della protesta estrema, è un errore strategico, tanto più se si considera che questo Consiglio e questa Giunta regionale hanno mostrato di saper ascoltare la giustezza di quelle argomentazioni. Da presidente della Commissione Ambiente posso dire che assieme all’assessore Mario Mazzocca si è profuso e si continuerà a profondere il massimo sforzo politico e istituzionale per impedire che prevalgano scelte scellerate e poco rispettose dell’ambiente e del territorio su questioni come Ombrina Mare, gasdotto Snam, Centrali a Biomasse, solo per citarne alcune. Siamo e Saremo schierati senza se e senza ma come abbiamo dimostrato di sapere fare finora, sia in Commissione Ambiente che nelle Conferenze dei servizi romane. Una Commissione Ambiente, peraltro, che da presidente ho sempre cercato e sempre cercherò di “aprire” all’esposizione delle ragioni dei comitati e delle voci critiche. Di quei comitati, di quelle voci critiche ho fatto parte, per tanti anni. Non rinnego certo la mia storia e la mia esperienza ora che sono un rappresentante istituzionale», conclude il presidente della Commissione Ambiente Consiglio regionale Abruzzo.