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Scuola, mense, alunni e genitori: Mamme aquilane alla riscossa

Mamme per L’Aquila ‘prende la parola’ in Consiglio comunale. Lontana da casacche politiche varie, l’associazione si è sempre proferita al fianco della gente che rappresenta: alunni e genitori in primis. «A seguito delle decisioni contenute nella delibera del comune circa la variazione dei parametri per servizi scolastici e asili nido, i genitori sono seriamente impegnati su questo fronte di esigenza assoluta».

L’associazione ‘Mamme per L’Aquila’ torna all’attacco e si dice preoccupata per la tranquillità economica di alcune famiglia dell’Aquilano. Si auspica una revisione.

«Per la sana prosecuzione di una possibile vita che non debba mettere in gioco la serenità delle famiglie impoverite dalle quote previste per la frequenza e soprattutto per le mense scolastiche sulla cui qualità e ulteriori aspetti non secondari esige il massimo livello di attenzione e responsabilità».

Corre l’obbligo di rammentare, per chiarezza, che la posizione di Mamme per L’Aquila è «equidistante da ogni raggruppamento politico ovunque rappresentato e super partes rispetto ai contatti frequenti con i rappresentanti istituzionali che si apprezzano o meno solo dal punto di vista dell’impegno che ciascuno di essi rivolge alla città e alle nostre esigenze reali e sentite!»

«Vogliamo essere certe e che in un incontro da concordare urgentemente, arriveremo ad una possibile ipotesi di revisione concordate sotto il profilo economico e qualitativo», affermano le mamme in una nota divulgata ieri in tarda serata.

«Non è da trascurare ma da osservare attentamente la precarietà delle sedi adibite a istituto scolastico, sedi provvisorie di cartapesta dove viene messa ancora di nuovo in discussione la sicurezza dei bambini. E sottolineiamo con fermezza l’assurdità di far consumare i pasti nelle medesime sedi dove avviene l’attività scolastica e ludica. Bisogna convergere su una possibile alternativa di destinare un’apposito spazio igienicamente e opportunamente predisposto per la consumazione del pasto dei bambini».

«Inoltre porgiamo particolare attenzione sulla qualità del pasto, che spesso non viene consumato dai bambini rimanendo digiuni».

«Sempre più convinte che non ci troviamo in una situazione normale ma tutt’ora di reale emergenza chiediamo venga rivisto l’emendamento del “CARO SCUOLA” e la cooperazione con direzioni scolastiche e comuni limitrofi

per apportare soluzioni a quanto i cittadini vi chiedono.

Alla luce di tutto ciò abbiamo pensato di istituire due tavoli uno con comuni limitrofi, per ovviare alla soluzione dei non residenti e l’altro per collaborare con direzioni scolastiche, per trovare soluzioni per il cibo spesso non gradito dai bambini e altre peculiarità che potremmo portare all’attenzione delle stesse.

Inoltre richiamiamo all’attenzione il comune ad apportare un’agevolazione di almeno del 50% sul secondo e terzo figlio», continuano.

«Considerando che i valori di riferimento Isee sono stati attuati senza eseguire nessuna indagine sui valori attuali del costo della vita e gli indici aggiornati ISTAT relativi ai livelli di reddito, chiediamo la revisione delle fasce, che non compete a noi stabilire.

Sperando l’accoglimento delle nostre proposte e non contestazioni».

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