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Grotte di Stiffe, una cattedrale nel deserto

di Roberta Galeotti

Sono centinaia di migliaia i turisti delle Grotte di Stiffe che ogni anno visitano il meraviglioso territorio lambito dal Rio Gamberale, il fiume che nasce dalla piana delle Rocche ed esce dalle viscere della terra creando le straordinarie Grotte, e dall’Aterno.

Peccato che i visitatori poco conoscano dell’ambiente circostante.

La sensazione imponente è che le Grotte di Stiffe non siano integrate e coordinate con le strutture ricettive ed attrattive del contesto, e che viaggino ad una velocità tutta loro, senza trainare minimamente l’economia circostante.

{{*ExtraImg_251298_ArtImgRight_300x400_Il menù affisso in vetrina}}

Il turista che viene a visitare le Grotte, cioè, paga il biglietto, visita la meravigliosa cavità naturale e se ne va…
Non viene offerto un percorso a piedi, a cavallo o in bici che possa far conoscere il contesto. Non viene presentata la ricchezza enogastronomica del circondario. Non viene raccontata la storia artigiana dei borghi circostanti.

Le Grotte di Stiffe sembrano una cattedrale nel deserto…

Il punto ristoro gestito dalla S.p.a. apre alle 10 del mattino, esclusivamente per i turisti delle Grotte, ed offre bevande calde e fredde e, da qualche tempo, anche pasta precotta e panini preconfezionati.

Il massimo dell’espressione enogastronomica del nostro territorio!
{{*ExtraImg_251299_ArtImgRight_300x400_Il menù dei precotti}}

Le Grotte insistono, infatti, in un territorio ugualmente meraviglioso, ricco di una storia di artigianato locale ed enogastronia che la S.p.a. avrebbe dovuto puntare a mettere in relazione ed in risalto in questi venti anni di gestione.

Legare il turista al territorio significa regalargli una esperienza ricca e completa, creando una possibilità che torni per rivivere i posti e ritrovare le emozioni.

Quello che si crea, invece, è un’esperienza fine a sè stessa che consiste nella visita delle Grotte e basta. La vendita del biglietto ed il budget della S.p.a. sembrano l’unica preoccupazione che muove il marketing della società.

A poche centinaia di metri da Stiffe, ad esempio, c’è il mattatoio ed il macello dei Fratelli Rovo, che lavorano esclusivamente selezionate carni aquilane, dove il turista potrebbe degustare la porchetta calda o gli arrosticini e la pecora, da cuocere nei braceri messi a disposizione all’esterno; ci sono diversi agriturismi tutt’intorno dove poter degustare il famoso Tartufo di Fagnano Alto e non solo; c’è la fattoria didattica ‘La Villa’ dov’è possibile visitare tanti animali che hanno fatto la storia della nostra economia e mangiare piatti tipici della nostra tradizione; ci sono tanti borghi medievali che arricchiscono il territorio ed, in fine, proprio a Stiffe c’è ‘Chicchirichì’, il rinomato ristorante di Emidio che coltiva trote fresche nelle acque sorgive del Rio Gamberale.

Ma tutto questo il turista non può scoprirlo da solo…

Nei giorni precedenti Ferragosto abbiamo visitato le grotte e abbiamo trovato una sola cassa a disposizione degli avventori, costretti a fare la lunga fila sotto il sole cocente per poi spostarsi sotto la tettoia del parcheggio in attesa della navetta. Non esiste la possibilità di pagare con carta di credito o bancomat. I bagni a servizio del ristoro sono in due container esterni alle casette di legno.{{*ExtraImg_251300_ArtImgRight_300x225_L’attesa della navetta}}

La società Grotte di Stiffe S.p.a. dopo una gestione ventennale è in scadenza, ma ha ricevuto una proroga di due anni affinchè ci fosse il tempo necessario per preparare la nuova gara di affidamento, a cui, si vocifera, dovrebbe partecipare anche un grande tour operator internazionale, come Valtour.