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Sisma L’Aquila: puntellamenti, in libertà 3 dei 4 indagati

Tornano liberi gli imprenditori Andrea e Maurizio Polisini e il giovane intermediario Nicola Santoro, ha l’obbligo di dimora e di firma invece l’ex consigliere comunale di centrodestra Pierluigi Tancredi, ritenuto figura chiave dell’inchiesta della procura distrettuale antimafia dell’Aquila sulle presunte mazzette negli appalti ad

affidamento diretto dei puntellamenti dopo il sisma, un affare da circa 500 milioni di euro.

Il tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare dei domiciliari per i Polisini, responsabili dell’ impresa Edilcostruzioni, quella dell’obbligo di dimora e di firma per Santoro, amministratore di una società che ha sede a Roma, mentre ha accolto parzialmente l’istanza per

Tancredi, accusato di estorsione e corruzione, al quale sono stati revocati i domiciliari attenuati con l’obbligo di dimora e di firma. I giudici si erano riservati una decisione dopo l’udienza di lunedì.

Al tribunale della libertà si sono rivolti solo quattro dei sei indagati: rimangono ai domiciliari gli imprenditori Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio, responsabili della impresa Dipe, i cui avvocati hanno scelto di

attendere.

L’indagine portata avanti dai carabinieri, denominata [i][i]”Redde rationem”[/i][/i], letteralmente “Rendi conto”, è figlia di quella [i]”Do ut des”[/i] portata avanti dalla polizia, del gennaio 2014, che aveva decapitato l’amministrazione comunale dell’Aquila, con le dimissioni, poi ritirate, del sindaco, Massimo Cialente, non indagato, e quelle confermate del suo vice, Roberto Riga, lui invece indagato.

Anche allora protagonista Pierluigi Tancredi, ex consigliere comunale dell’Aquila eletto con il centrodestra che, pur facendo parte della minoranza, a giugno 2009 ebbe per una manciata di giorni un incarico formale, affidatogli dal sindaco, come delegato del sindaco per la messa in sicurezza, appunto i puntellamenti. Gli indagati in questa nuova inchiesta coordinata dal procuratore distrettuale antimafia, Fausto Cardella, e dal sostituto Antonietta Picardi, sono 19, tra cui dipendenti del

Comune dell’Aquila accusati di abuso d’ufficio e tecnici privati nei guai per truffa.

A condurre le indagini i carabinieri in tre articolazioni, il Nucleo operativo ecologico (Noe), il Reparto operazioni speciale (Ros) e il Comando provinciale aquilano.

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