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Energia: «L’Abruzzo? La regione delle contraddizioni»

«Come abbiamo sempre sostenuto il Pd è una creatura a due facce, quella mostrata agli abruzzesi e quella completamente diversa dei tavoli romani. Questo vale soprattutto per le politiche energetiche ed è confermato dell’esito dell’ultima conferenza di servizi convocata per discutere del metanodotto Sulmona-Foligno: a decidere sarà il Governo nazionale che mette a tacere i proclami del centrosinistra regionale».

E’ quanto dichiarano il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che sottolineano come «all’incontro presso il Ministero dello Sviluppo economico non erano presenti né il Presidente D’Alfonso né il vice Lolli (espressione del partito di maggioranza in Parlamento) ma ha partecipato il solo assessore all’Ambiente Mazzocca (Sel). Evidentemente, intuendo ‘l’aria che tirava’, i componenti di giunta targati Pd hanno ritenuto inopportuna la loro partecipazione».

«La lettura politica è chiara – evidenziano i Consiglieri regionali di Forza Italia – e certifica ancora una volta le numerose contraddizioni del Pd, la debolezza del centrosinistra abruzzese e la sudditanza nei confronti dei vertici nazionali».

«In poco più di un anno il cammino del governo D’Alfonso è stato costellato da frequenti segnali di incoerenza proprio in campo energetico, nonostante gli annunci e le promesse di una politica più vicina all’ambiente. Appena un mese fa, ad esempio, durante la solita conferenza stampa trionfalistica, il Presidente illustrava l’istituzione di un “tavolo permanente” con Enel distribuzione mirato a favorire il confronto costante e positivo tra l’operatore elettrico, la Regione, le Province e i Comuni. Un film già visto se pensiamo che il 30 luglio del 2007, con Delibera n.753, l’allora Giunta di centrosinistra guidata da Del Turco approvava il protocollo d’intesa (firmato dall’assessore ambientalista Caramanico) con Terna, per la Valutazione Ambientale strategica sullo sviluppo delle reti di distribuzione in Abruzzo costituendo, anche in quel caso, un “tavolo di coordinamento”. Questo Governo regionale e il Pd hanno dimostrato di avere le idee confuse, o meglio prediligono la politica delle 2 facce (una abruzzese e una romana), continuando a poggiarsi sulle contraddizioni e su certi temi, proprio in Abruzzo, trovano addirittura la sponda addirittura di Sel. Basta analizzare alcuni punti, oltre all’ultimo relativo al metanodotto Sulmona-Foligno :

– D’Alfonso e il suo assessore Mazzocca infatti dichiarano di essere contrari al raddoppio dell’elettrodotto Terna ‘Cepagatti – Gissi’, che però è stato autorizzato dal Governo Renzi (Pd) e previsto nel protocollo d’intesa firmato con Del Turco (Pd);

– D’Alfonso e Mazzocca sono contrari al raddoppio dell’elettrodotto Terna ‘Cepagatti – Gissi’ ma esprimono parere favorevole all’elettrodotto Terna ‘Gissi – Larino’ (senza la connessione con Larino e quindi con la Puglia non avrebbe senso l’elettrodotto Cepagatti – Gissi);

D’Alfonso e Mazzocca sono contrari al raddoppio dell’elettrodotto Terna ‘Cepagatti – Gissi’ ma sono favorevoli alla realizzazione di nuove cabine secondarie su tutto il territorio e di 3 nuovi impianti primari a Fossacesia, nella Val di Sangro e a Basciano (Te);

– D’Alfonso e Mazzocca sono contrari all’impianto Powercrop di Avezzano, l’accordo fu firmato nel 2007 sempre dal Governo Del Turco (Pd), presidente Provincia era Pezzopane (Pd), commissario dell’Arssa De Falcis (Pd), poi sollecitato dal Governo Renzi (Pd), ma firmano accordi con Enel che è proprietaria per il 50% della Powercrop.

«Ciò che ci lascia molto perplessi – concludono Febbo e Sospiri – è il silenzio assordante delle cosiddette associazioni ambientaliste che erano pronte a scendere in campo su tutto e tutti ma oggi di fronte a questo Governo regionale sono praticamente ossequiose se non addirittura accondiscendenti. Silenzio assoluto sull’impianto Gpl di Ortona, sul calendario venatorio e valutazione Ispra, silenzio assoluto su nomine Via e modifiche legge Via, silenzio assoluto sui dati Arta relativi alla balneabilità e potremmo continuare. C’è da chiedersi il perché o forse capire il motivo di questo atteggiamento?».