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Avezzano, notte bianca flop: «Come la mettiamo?»

La notte dei grandi paradossi ha avuto luogo, giovedì sera, ad Avezzano. «Una notte bianca ma molte altre in bianco per i cittadini e commercianti avezzanesi». Lo afferma il coordinatore provinciale del Ncd-Area popolare, Massimo Verrecchia.

«Sicuramente una bella manifestazione, – sottolinea Verrecchia- che merita apprezzamento vista la ‘fame’ che c’è di eventi in città come ha dimostrato lo scarno cartellone di ‘mezza’ estate rimediato dal sindaco, che sicuramente avrebbe avuto maggior partecipazione se fatta di sabato e non certo di giovedì visto che il venerdì è un giorno feriale per tutti».

«Peccato – aggiunge Verrecchia – che moltissimi commercianti, nonostante le sollecitazioni del sindaco Di Pangrazio siano rimasti chiusi, d’altronde la notte bianca nasce come eventi che coinvolgono in primis i commercianti e artigiani e di tutta la città non solo del centro ed in prossimità».

«Tutti quei commercianti rimasti chiusi – continua l’esponente Ncd-Ap- non lo hanno fatto certo per conquistare un sicuro posto in prima fila per ascoltare il bravo Vandelli, ma perché vivono un disagio che nei giorni scorsi ci hanno rappresentato, che va compreso, ed è apprezzabile che tutto ciò non sia emerso prima per non strumentalizzare e danneggiare la riuscita della bella manifestazione».

«Il principale motivo però è che molti di essi, soprattutto su via Cataldi, via Corradini e Corso della Libertà sono preoccupati per i lavori che l’amministrazione vuole fare in Piazza Risorgimento con la eventuale e contestuale chiusura permanente di alcune di queste strade che rischia di desertificare il centro certificando l’inevitabile morte delle poche attività che ancora restano aperte. Qualora previsti questi interventi – suggerisce Verrecchia – il sindaco Di Pangrazio dialoghi con i commercianti ed eviti la chiusura permanente di quelle strade, semmai dalle 20 in poi, considerando anche le condizioni climatiche della nostra città e cerchi di evitare la creazione di un’isola inutile e dannosa».

«Auspichiamo infine che l’amministrazione ascolti i commercianti per evitare che la stessa sia ricordata come quella che ha decretato la morte del commercio ad Avezzano», conclude Verrecchia.

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