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Sciopero Tpl, D’Alessandro: «Regione non è controparte, ora intese»

«Ora auspichiamo intese, lo sciopero non serve a nulla, la Regione non è controparte dei lavoratori e dei territori, stiamo risolvendo i guasti del passato, tutti hanno responsabilità, compresi i sindacati. E’ sicuro che c’è stato lo sciopero, è certo che i problemi che c’erano, dopo lo sciopero, sono tutti rimasti lì intatti». Il commento è di Camillo D’Alessandro, sottosegretario alla Giunta regionale con delega ai trasporti, in relazione allo sciopero di oggi.

«Lo sciopero – afferma – dovrebbe essere un fatto eccezionale, ma si è trasformato in una resa di conti tra sindacati. Una competizione per le tessere, un gioco tra sigle, in un pericoloso vortice di chi fa ‘più uno’ incuranti del rischio di implosione. Nessuno sta tagliando servizi essenziali, ma con noi gli autobus non viaggeranno più vuoti, nè ci saranno più inutili sovrapposizioni. Abbiamo tagliato dirigenti e organi statutari, dimezzati nel numero e nei costi, ora stiamo affrontando la nuova riorganizzazione del lavoro. In altre parti d’Italia la furbizia delle posizioni ha portato alla svendita delle società pubbliche, noi lo abbiamo evitato, scongiurando il fallimento di Arpa subito e di Gtm e Sangritana a breve. Abbiamo salvato 1.600 posti di lavoro nonostante le minori risorse a disposizione e l’indebitamento proveniente dal passato».

Molto duro, ma di segno opposto, il commento del capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.

«I lavoratori della neonata Società del Trasporto pubblico abruzzese (Tua) sono costretti allo sciopero contro le scelte politiche operate dalla maggioranza di sinistra e il governatore D’Alfonso li ignora e, piuttosto, pensa a incontrare i vertici della società per scegliersi la prossima auto di rappresentanza».

Per l’esponente politico di opposizione «è questo il quadro emblematico che oggi ha descritto l’interesse del governo regionale nei confronti dei 1.600 lavoratori della Tua, che, come purtroppo previsto già mesi fa, stanno cominciando a scontrarsi con la realtà di una Regione distante, che, anzichè preoccuparsi dei 10 milioni di tagli annunciati dal Governo Renzi nel settore, si è preoccupata di fare 15 nuove assunzioni senza concorso. Purtroppo lo avevamo previsto, lo abbiamo denunciato preventivamente, ma i sindacati, che oggi scendono in piazza, non ci hanno dato ascolto e ora pagano sulla propria pelle un errore madornale». «Oggi – polemizza Sospiri – i sindacati si stanno risvegliando dal torpore e si stanno accorgendo di quanto fosse apparente la riforma del settore operata dal presidente D’Alfonso, una riforma che in sostanza si limitava all’accorpamento delle tre società esistenti, un’operazione puramente finanziaria fatta con la speranza di riuscire a chiudere toppe di qua e di là, con il pretesto che una società unica avrebbe garantito il taglio dei costi della politica, l’ottimizzazione delle gare per la fornitura dei servizi, e un miglior impiego del personale». «In realtà – ha ricordato il capogruppo azzurro – già in Consiglio regionale abbiamo dimostrato che tutto questo non sarebbe avvenuto, a partire dal taglio dei costi della politica, ossia i costi del Consiglio d’amministrazione. Al contrario l’unico effetto della fusione sarà l’aumento del 5 per cento del prezzo dei biglietti, a carico dell’utenza, senza cancellare i costi degli affitti, visto che la società unica ha sede a Chieti, dove, appunto, la Regione paga un canone di locazione, anzichè a Pescara, dove c’è una sede di proprietà che almeno avrebbe garantito un contenimento dei costi. E tutto questo è avvenuto, purtroppo, nel totale silenzio dei sindacati che oggi lamentano la mancata attuazione del biglietto unico, l’eliminazione di servizi essenziali e addirittura la volontà del Governo regionale di procedere a una graduale privatizzazione del settore. Non solo – ha aggiunto Sospiri – a fronte del preannunciato taglio di 10 milioni di euro di risorse da parte di Renzi, il governatore D’Alfonso si era impegnato a ridurre quel taglio a ‘soli’ 5 milioni di euro, e invece, a oggi, restano confermati i 10 milioni di euro in meno nei bilanci. In sostanza oggi i sindacati cominciano a sollevare quelle stesse preoccupazioni e quei timori che il centro-destra aveva già denunciato in aula lo scorso aprile, esprimendosi contro un accorpamento che non è ‘riforma’ del trasporto pubblico locale. E ancora oggi ribadiamo che, a fronte di 10 milioni di euro in meno sul bilancio, se non verranno rivisti i contratti di secondo livello, andando a toccare gli accordi sindacali, non riusciremo a impedire il fallimento nè delle tre aziende, nè tantomeno dell’azienda unica. Ovviamente Forza Italia ribadisce il proprio sostegno ai lavoratori dell’odierna Tua, ma ciò che oggi colpisce è la totale indifferenza del governatore D’Alfonso in merito a una tematica tanto delicata. Mentre i lavoratori oggi scioperavano e animavano il sit-in sotto gli uffici regionali, lo stesso D’Alfonso, senza esprimere una sola parola di solidarietà o di rassicurazione nei confronti di quelle famiglie ha incontrato gli stessi vertici della Tua, ma non per parlare dei problemi della nuova azienda, bensì per sottoscrivere un contratto di comodato con la società per l’utilizzo delle sue auto di rappresentanza. Un tempismo veramente inaccettabile, da parte del governatore ha infine affermato Sospiri – che ha risuonato come una presa in giro dei lavoratori stessi e che ci fornisce l’esatta misura del reale interesse del presidente D’Alfonso nei confronti delle sorti della società».