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Sagra del cinghiale a Collicello di Cagnano Amiterno

di Nando Giammarini

Quattro giorni di sana allegria all’insegna dell’amicizia, dell’arte culinaria locale, di eventi culturali e folkloristici, dello spirito di collaborazione e di una sinergia tra giovani e meno giovani di Cagnano Amiterno: è la XXVI sagra del cinghiale. Una manifestazione consolidata, sempre più seguita e in auge, come testimoniato dal crescente numero di presenze, specialmente negli ultimi anni, che ha anche il particolare merito di far conoscere e rilanciare le zone di montagna, divulgando le specialità gastronomiche del territorio.

La sagra, egregiamente organizzata dall’associazione culturale “la Chenga” di Collicello, dal 10 al 13 agosto 2015 si svolgerà negli spazi prospicienti la struttura dell’omonimo sodalizio. Un evento che caratterizza da più di un quarto di secolo il bel paese dell’Alta Valle dell’Aterno, incastonato tra il Gran Sasso e i monti della Laga, in uno scenario di incantevoli bellezze naturali, dove il cinghiale è il selvatico per eccellenza, che da sempre vive e si riproduce in queste zone.

Un trionfo di colori ed emozioni con tanta gente, allegra e intenta a dialogare, mangiare, ascoltare musica al chiaro della luna e ammirando, la sera dell’apertura, le stelle cadenti. C’è da essere orgogliosi di tale nota tradizione, che si ripete ogni anno con grosso successo di pubblico ed è una grande attrazione non solo della popolazione cagnanese, ma di tutti gli abitanti di paesi e regioni limitrofe.

Parliamo di un evento culturale ancor prima che “mangereccio”, in cui le ore scivolano via serene, allietate dalle note di orchestrine folk e, dopo mezzanotte, dalla discoteca all’aperto per i più giovani. Inoltre, vedere tanti bei ragazzi e ragazze che, in maglietta rigorosamente arancione con lo stemma della sagra, si rincorrono tra i tavoli pronti a servire ogni “ben di Dio” è davvero un segnale di speranza in questi tempi bui, in cui ognuno è attento a curare il proprio orticello.

{{*ExtraImg_250709_ArtImgRight_300x236_}}Sono speciali prelibatezze, di cui primi esclusivamente a base del famoso ungulato, più vari secondi e contorni annaffiati da ottimi rossi, bianchi, birra fresca e spumeggiante. Non mancano degli squisitissimi dolci su base casareccia, preparati esclusivamente dalle donne dell’associazione e i golosissimi cornetti caldi.

Una forma di collaborazione che la dice lunga sui sentimenti di rispetto e solidarietà che da sempre animano la gente di montagna e rende ricco il territorio poiché in questa forma di partecipazione e di reciproco ausilio hanno trovato da sempre soluzione i problemi dell’intera Comunità. Esso è l‘ingrediente principale che si tocca con mano tra i tanti volontari, soprattutto giovani. Il fatto che mi preme sottolineare è che questa gente, altamente altruista e generosa, con i proventi della festa finanzia iniziative sociali volte a creare strutture al servizio della collettività. Una per tutte l’informatizzazione della scuola di Cagnano in collaborazione con la banca di Credito Cooperativo di Roma, intitolata a Domenico e Maria Paola Parisse, drammaticamente scomparsi nel violento sisma del 6 aprile 2009. Un caloroso in bocca al lupo agli organizzatori affinchè la manifestazione sia un vero e proprio successo, come le edizioni precedenti.

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