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Inchiesta Sanità, Appello a settembre

Il presidente della sezione penale della Corte d’Appello dell’Aquila, Luigi Catelli, ha fissato al 25 settembre prossimo la prima udienza riguardante il processo su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese, che vede coinvolto, tra gli altri, l’ex governatore abruzzese Ottaviano Del Turco, condannato in primo grado dal Tribunale collegiale di Pescara, il 22 luglio del 2013, a 9 anni e sei mesi di reclusione per associazione per delinquere, falso e corruzione.

Le altre udienze si terranno il 30 settembre, il 9 e 10 ottobre e successivamente il venerdì e il sabato di ogni settimana fino al termine del processo.

Oltre a Del Turco – già segretario del Psi tra il 1993 e il 1994 e anche ministro delle Finanze durante il secondo governo Amato, 2000-2001, quindi parlamentare europeo prima di diventare presidente della Regione Abruzzo con la coalizione dell’Ulivo nelle elezioni del 3 e 4 aprile 2005, elezione per la quale lasciò l’incarico di Strasburgo – sono coinvolti nel procedimento Lamberto Quarta, ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, e l’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone, condannati in primo grado rispettivamente a 6 anni e 6 mesi e a 9 anni.

L’appello, inoltre, riguarda anche l’ex patron della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, condannato dal Tribunale di Pescara a 3 anni e sei mesi; l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga (9 anni); l’ex parlamentare di Forza italia Sabatino Aracu (4 anni); l’ex assessore regionale Antonio Boschetti (4 anni); l’ex assessore regionale alla sanità, Bernardo Mazzocca (2 anni).

La Corte d’Appello si occuperà anche di Gianluca Zelli, ex amministratore delegato Humangest, e di Angelo Bucciarelli, entrambi assolti in primo grado; Francesco Di Stanislao, ex direttore dell’agenzia sanitaria regionale, e Pierluigi Cosenza, ex presidente della commissione ispettiva permanente della Regione Abruzzo.

A fare ricorso sono stati sia i pm, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, sia i difensori degli imputati.

I motivi del ricorso dei pm sono contenuti in 40 pagine. Nello specifico, per quanto riguarda Del Turco, Quarta e Cesarone, la procura ha fatto appello relativamente alla riqualificazione del reato di concussione in corruzione. I pm hanno fatto appello anche sull’entità della condanne emesse dal Tribunale.

Il difensore dell’ex governatore, l’avvocato Giandomenico Caiazza, nel suo appello sostiene che: «le dazioni di denaro non risultano supportate da alcuna prova diretta diversa dalle dichiarazioni accusatorie di Angelini. Non esistono dunque in atti prove dirette delle dazioni, ma solo indizi dai quali la sentenza ha preteso di desumere elementi utili a riscontrare le dichiarazioni di Angelini circa le materiali dazioni di denaro».

Ad accusare Del Turco l’ex titolare della clinica privata Villa Pini, Vincenzo Angelini, imputato e allo stesso tempo parte offesa nel processo, che nel 2008 in sette interrogatori fiume rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori. Nello specifico, Del Turco è accusato insieme a Camillo Cesarone e a Lamberto Quarta di aver intascato presunte ‘mazzette’ per cinque milioni e 800 mila euro. Per questa vicenda fu arrestato il 14 luglio 2008 insieme ad altre nove persone. L’ ex governatore, presidente della Commissione Antimafia dal 1996 al 2000, ed ex segretario generale aggiunto della Cgil all’epoca di Luciano Lama, finì in carcere a Sulmona (L’Aquila) per 28 giorni e trascorse altri due mesi agli arresti domiciliari.

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