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Cabbia di Montereale, statua San Rocco torna a ‘casa’

di Nando Giammarini*

Domenica 9 agosto la comunità cabbiese sarà in festa, un momento particolarmente intenso, non solo sotto il profilo religioso ma anche altamente emotivo, in quanto la statua di San Rocco Protettore, cui tutti i cabbiesi sono legati da antica tradizione di devozione, farà ritorno in paese. Ciò avviene dopo un lungo e paziente lavoro di restauro eseguito con scrupolosa precisione dalla bravissima restauratrice di origini monterealesi Liana Persichelli, che ringraziamo fin d’ora.

Anche le campane suoneranno a distesa per salutare il festoso e toccante evento. La preziosa statua lignea risalente al XVIII secolo necessitava di lavori di restauro essendo ridotta in cattive condizioni soprattutto a causa del lavoro degli uomini, effettuato in buona fede. Siccome, come in tutti paesi, mancava una cultura del restauro e delle sue nobili tecniche ogni comitato, e a Cabbia ne cambia uno l’anno, pur di farla apparire ben pulita e ordinata in processione il giorno della sua ricorrenza, 16 agosto, la ridipingeva. Nulla di più errato, stando all’esperta che ha curato il restauro, in quanto si sono accumulati diversi strati di pittura che, oltre ad alterare il colore originale, sono penetrati in profondità creando notevoli problemi.

I procuratori di San Rocco 2013, a fronte di un attivo in bilancio della loro festa, decisero per la sistemazione in modo definitivo della statua del Santo Protettore del paese e si attivarono per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Quindi quella dell’Uffico Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi dell’Aquila diretta da monsignor Domenico Marcocci e della Soprintendenza per i Beni Architettonici Storici Artistici ed Antropologici diretta dalla dottoressa Bianca Maria Colasacco, che ringraziamo pubblicamente per la loro gentile, fattiva e preziosa collaborazione.

Sul finire della scorsa estate la statua fu portata a Roma presso lo studio dell’artista nostra conterranea che ha curato il restauro con la massima scrupolosità e puntualità. Io stesso mi sono recato più volte per una bella chiacchierata e saperne di più. Lei ci ha sempre accolto con straordinaria gentilezza e cortesia, illustrandoci le diverse tecniche con cui stava procedendo nel lavoro di restauro.

C’è attesa ed emozione in paese per il ritorno della Statua di San Rocco. Ora, dopo un anno, essa torna in paese, accolta, con gli onori che si debbono a tale straordinario evento, da tutti i Cabbiesi che si stringono intorno al proprio Santo Protettore.

Come fin dai tempi antichi le madri, le spose dei giovani che partivano per la guerra e le tante persone in difficoltà si soffermavano davanti la sua chiesa per chiedere aiuto e protezione dicendo “[i]San Rocco me aiutame[/i]”, oggi ci inchiniamo commossi e riverenti al suo cospetto con fede e devozione.

Siccome la leggenda narra che quando San Rocco arrivò a Cabbia giunto in “Pariti”, una località che segna il confine con il Comune di Cagnano Amiterno da cui si scorge Cabbia, alzò una mano e tutti i malati di peste guarirono, vogliamo salutare il suo ritorno ricordando il miracoloso, straordinario, evento in quella stessa località. A spalla, come si costuma il giorno della sua ricorrenza, lo condurremo con gioia in paese. All’ingresso, nella piazza a Lui dedicata, ci attenderanno le autorità militari, civili e religiose con la preziosa rappresentanza dei carabinieri in alta uniforme e c’incammineremo verso il paese. Dopo la processione ci sarà la funzione religiosa nella chiesa parrocchiale e, nel pomeriggio, sarà riportato in quella a Lui dedicata. A fine cerimonia la restauratrice Liana Persichelli terrà una breve conferenza per spiegare in cosa è consistito il lungo lavoro di recupero e la tecnica di conservazione.

Siamo ben lieti di salutare il festoso ritorno della statua del Santo Protettore di Cabbia ui ognuno di noi è particolarmente devoto e legato da una storica tradizione di fede. A testimonianza di ciò voglio ricordare un fatto di alcuni anni fa, per dimostrare l’attaccamento dei cabbiesi al Santo che guarì la peste. Discutendo con un amico che non è assolutamente uomo di chiesa, in una delle tante serate estive in piazza a Cabbia, mi mostrò il portafoglio dove conservava gelosamente la vecchia tessera del Partito Comunista, le foto dei genitori scomparsi e l’immagine di San Rocco.

Un grazie di cuore alla restauratrice per il prezioso lavoro svolto, la bravura e la sensibilità artistica ed umana; al comandante della Compagnia Carabinieri dell’Aquila capitano Marcello D’Alesio – dal prossimo primo settembre assegnato al comando di altra sede regionale, cui formuliamo i nostri migliori auguri per un felice mandato – per la fattiva collaborazione; a tutte le altre autorità intervenute; ai procuratori di San Rocco 2013 ideatori del restauro; a coloro che a vario titolo hanno collaborato, secondo le loro possibilità e capacità, alla realizzazione dello straordinario e sentito evento. Al popolo cabbiese, cui sono onorato di appartenere, i miei più cari e sinceri auguri di buon ferragosto e buona festa.

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