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Isa da salvare? «Richiesta che non può essere accolta»

«Ancora un errore da parte dell’Assessore al Bilancio che questa volta si trova a dover fare i conti con le richieste avanzate dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese». Così un consigliere pentastellato al netto delle ultime sconcertanti notizie.

«L’ISA, istituzione sinfonica di sicuro valore culturale e sociale – spiega il Consigliere Gianluca Ranieri – oggi ci chiede di essere “salvata” con un provvedimento che prevede un esborso della Regione di circa 600mila euro per la chiusura del bilancio 2014. Una richiesta che secondo il M5S non può essere accolta dalla Regione».

La regione Abruzzo, infatti, ha approvato nel 2014 la legge 46, che prevede l’istituzione di un Fondo Unico regionale per la cultura, finanziato con 1 milione di euro, proprio per risolvere il problema delle leggi ad personam sugli enti culturali e a cui questi ultimi devono fare riferimento.

«Quella di lasciare solo 1 milione di euro per la cultura – sentenzia Ranieri – è stata una scelta poco oculata e oggi quella di destinarne 600 mila ad un’unica realtà culturale, senza passare per la procedura ad evidenza pubblica, sarebbe uno schiaffo in faccia a tutti gli operatori del settore che con grande passione e devozione lavorano sull’intero territorio abruzzese».

Inoltre, anche l’eventuale provvedimento al di fuori della legge 46, che dovrebbe prevedere il rifinanziamento dell’ISA, sarebbe in palese violazione delle normative europee e nazionali a tutela della concorrenza e del libero mercato, proprio perché si darebbe un vantaggio enorme ad un’unica realtà.

«Infine, non si vede come potrebbe la Regione, finanziare nel 2015 il bilancio dell’ISA per il 2014, dove peraltro questi fondi erano già iscritti, anche se mai effettivamente concessi, e sulla base dei quali l’ISA ha avuto accesso a 1.430.000 euro di fondi del FUS (Fondo Unico nazionale per lo Spettacolo) e che ora dovrebbe anche restituire. Inoltre, la normativa prevede che i fondi, necessari per l’accesso al FUS, pari ad almeno il 40% dell’erogazione statale, non provengano necessariamente dagli enti pubblici locali, ma che possano essere reperiti da qualunque ente territoriale, anche privato, procedere ad questa operazione legittimerebbe ogni istituzione culturale regionale a pretendere finanziamenti dalla Regione allorquando non riuscisse a reperirli altrove».

«E’ evidente – conclude Ranieri – che nel determinare le risorse da stanziare per la cultura abruzzese, l’Assessore al bilancio non ha saputo tener conto di quella che è la realtà delle istituzioni culturali abruzzesi facendo un pasticcio per il quale oggi è necessario correre ai ripari in modo becero e raffazzonato, come troppo spesso accade con questo Governo Regionale».

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