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Sci fuoripista in Abruzzo: «Svolta epocale»

«Un adeguamento necessario e non di poco conto alla normativa nazionale che rappresenta una svolta epocale per gli appassionati dello sci fuoripista». Il vice presidente del Collegio Abruzzo Maestri di Sci Luigi Faccia e il presidente del Collegio Abruzzo Guide Alpine Agostino Cittadini commentano così la modifica, recentemente approvata in Commissione Territorio, alla legge regionale 8 marzo 2005 numero 24, in attesa di approvazione definitiva in Consiglio regionale.

«Con la modifica – precisano Faccia e Cittadini – viene abrogato il comma 2 dell’articolo 99 che imponeva alle amministrazioni locali di vietare sempre e comunque la pratica dello sci fuoripista dettando delle responsabilità, in caso di incidenti in prossimità degli impianti, ai gestori. Adesso, con la modifica intervenuta, questa bellissima disciplina è consentita a tutti gli utenti muniti di Artva, Pala, Sonda e che abbiano stipulato una assicurazione di Rc. I nostri collegi professionali non possono che essere soddisfatti di questa scelta perché risponde, in maniera concreta, ad una esigenza vera di rimodulazione dell’offerta turistica delle nostre montagne alle nuove dinamiche del mercato degli sport invernali e alle esigenze degli utenti, sempre più numerosi, della disciplina dello sci fuoripista. Per non parlare poi delle nuove opportunità di lavoro diretto e indotto che si aprono per i comprensori sciistici abruzzesi e per i nostri professionisti».

«Teniamo a rimarcare – aggiungono Faccia e Cittadini – che questa ‘liberalizzazione’ non sta a significare che il praticante di questa disciplina deve dimenticare quelle che sono le regole fondamentali dettate dalla montagna, raccomandando sempre senso di responsabilità e rispetto delle normali regole di prudenza oltre a quelle previste dalla legge. Siamo pienamente d’accordo, inoltre, sulla novità introdotta dalla modifica di legge e precisamente l’introduzione dell’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per la pratica del fuoripista. Questa decisione politica riteniamo che sia una scelta di civiltà e di buon senso che va nella direzione di una tutela dello sportivo appassionato della disciplina, sia che esso provochi l’evento valanghivo sia che lo subisca. Ricordiamo che nella quasi totalità della regioni alpine, dove si riscontra negligenza, chi provoca l’incidente o ne è vittima, compartecipa in maniera considerevole alle spese della macchina dei soccorsi, circostanza sulla quale anche la nostra Regione, con gli esperti del settore, sta già valutandone l’introduzione».

«Da ultimo, come collegi – concludono Faccia e Cittadini – ci riproponiamo di continuare la nostra politica di sensibilizzazione, formazione e informazione in materia di neve e valanghe rivolta sia ai nostri professionisti sia agli utenti che frequentano la montagna nel periodo invernale, che siano escursionisti, sciatori o alpinisti».