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Redde rationem, slitta decisione Gip

Slitta la decisione del Gip del tribunale dell’Aquila sulle richieste di rimessione in libertà delle sei persone, cinque ai domiciliari e una con l’obbligo di dimora e di firma, coinvolte nell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila sulle presunte mazzette negli appalti ad affidamento diretto dei puntellamenti per la messa in sicurezza di edifici pubblici e privati dopo il sisma del 6 aprile 2009, un affare da 500 milioni di euro.

Il giudice Giuseppe Romano Gargarella, che aveva programmato per ieri il pronunciamento, potrebbe decidere tra oggi e lunedì. Il pm titolare dell’inchiesta denominata “Redde rationem”, Antonietta Picardi, ha dato parere negativo all’attenuazione delle misure chiesta dai legali delle persone raggiunte dalle sei misure cautelari, tra cui imprenditori, intermediari e Pierluigi Tancredi, ex consigliere comunale dell’Aquila di centrodestra, ritenuto dalla Procura figura di spicco dell’inchiesta.

Negli interrogatori di garanzia di mercoledì tutti hanno risposto alle domande del Gip rigettando le accuse.

I legali di Tancredi anticipano la prossima mossa difensiva: «Con il mio collega Milo stiamo elaborando una corposa memoria difensiva facendo riferimento a tutti i più aggiornati orientamenti giurisdizionali e dottrinali in materia riservandoci di esporla al momento più opportuno», ha spiegato l’avvocato Maurizio Dionisio, difensore insieme ad Antonio Milo.

Oltre ai sei oggetto di misure cautelari nell’inchiesta portata avanti dai Carabinieri ci sono tredici indagati, tra cui dipendenti del Comune dell’Aquila, accusati di abuso d’ufficio, e tecnici privati nei guai per truffa.

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