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Cesaproba, una strada per due perle dell’Alta Valle dell’Aterno

di Nando Giammarini

Cesaproba di Montereale, in provincia dell’Aquila, il 4 agosto alle ore 17 – una giornata importante poiché ricorre la vigilia della festa della Madonna della Neve, Santa protettrice del paese – ricorderà con una solenne cerimonia due illustri suoi figli: Lucia Fruttuante, prima maestra del paese, medaglia d’oro all’insegnamento, che operò una vera e propria rivoluzione culturale avviando i tanti fanciulli agli orizzonti del sapere e Feliciano Feliciani (1.1.1920 – 2.2.1993), Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri, intitolando a ciascuno una strada.

Sarà una giornata storica. Un evento, alla presenza di tante autorità militari, civili e religiose, con la partecipazione di un picchetto d’onore dei carabinieri, con trombettiere, e della banda degli alpini di Borbona, che dà lustro e splendore al Comune di Montereale e più in generale a tutta l’Alta Valle dell’Aterno. Sarà un momento ad alto impatto emotivo quando il sindaco, Massimiliano Giorgi, scoprirà le due targhe.

Siamo lusingati e onorati di ospitare una simile manifestazione, di cui ringraziamo fin d’ora gli organizzatori e i parenti della maestra e del generale, entrambi deceduti, di rilevanza umana ancor prima che storica e culturale. Parliamo di una particolare occasione che ci esorta a riflettere sulla reale possibilità di impegnarci ad essere uomini e donne migliori sulla scia dell’esempio degli illustri compaesani.

La libertà, la democrazia e la legalità per cui il nostro generale ha combattuto nella sua lunga e luminosa carriera e in tutto il corso della vita, fin dagli albori della sua chiamata alle armi il 4 agosto 1942 e alla sua partecipazione alla Resistenza, sono gli elementi essenziali del vivere civile. Oggi, agli albori del terzo millennio viviamo, purtroppo, una condizione di mancanza di valori e di deficit democratico. Facciamo quindi esplicito riferimento al generale Feliciani, maestro di legalità, giustizia e rispetto delle regole per alimentare, soprattutto nei nostri giovani, la speranza in un domani migliore, ancorato ai grandi sentimenti di rispetto e solidarietà. Egli servì con correttezza e rettitudine le istituzioni democratiche cui aveva prestato solenne giuramento.

{{*ExtraImg_250134_ArtImgRight_300x412_}}Il nostro compaesano era un uomo di cultura: conseguita la maturità liceale all’istituto Cotugno dell’Aquila si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso la facoltà Studium Urbis di Roma dove si laureò nel 1944. Iniziò la brillante carriera come A.u.c. (Allievo Ufficiale di Complemento) nel 1942 e via via, di promozione in promozione, fino a raggiungere l’ambito grado di Generale di Corpo d’Armata a titolo onorifico. Ricoprì vari incarichi di prestigio, ivi compreso il delicato ruolo di Ufficiale interprete di lingua inglese, cosa piuttosto rara in quei tempi. Insomma un uomo grande e valoroso che fronteggiava quotidianamente con coraggio, autorevolezza e spirito di abnegazione ogni genere di crimine. Un uomo al servizio del bene comune che ha vissuto la propria vita nel sacrificio, senza mai rinunciare ai rischi. Non temo di esagerare se scrivo che siamo di fronte ad una persona, ancor prima che un ufficiale della Benemerita, di non comuni qualità umane. C’è estremo bisogno di simili figure di riferimento, soprattutto in questo preciso momento storico.

Alla maestra Fruttuante e al generale Feliciani rivolgiamo un commosso e riverente saluto alla memoria, alle loro famiglie vanno i nostri sentimenti di rispetto e affetto, unitamente ai più cari saluti di tutta la gente abruzzese, certi che l’esempio e gli insegnamenti dei loro congiunti abbiano fatto breccia nei loro cuori e in quello di tanti cittadini onesti, leali e laboriosi volti al bene comune.

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