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L’Aquila, nuove tariffe tributi e servizi scolastici

Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato ieri sera le modifiche al regolamento della Iuc, l’Imposta unica comunale. Tra le novità principali, la precisazione della definizione di abitazione principale ai fini Imu e Tasi, in particolare per quanto riguarda gli anziani e i disabili che acquisiscono la residenza in istituti sanitari a seguito di ricovero permanente (senza affittare la loro abitazione) e per gli iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Per quanto riguarda la Tari, la Tassa sui rifiuti, è stato stabilito che, per il 2015, potrà essere pagata anche in due rate, entro il 30 settembre ed entro il 30 novembre.

Approvate, inoltre, le tariffe Tari e le aliquote Imu e Tasi.

Sostanzialmente invariata la Tassa sui rifiuti per le utenze domestiche. Si va da € 0,782 per metro quadrato per una famiglia con 1 componente (oltre alla quota variabile di € 78,56), a € 0,907 per metro quadrato per una famiglia con 2 componenti (oltre alla quota variabile di € 157,12), per arrivare a € 1,062 per metro quadrato per una famiglia dai 6 componenti in su, oltre alla quota variabile di € 368,25. Ridotte del 5% le tariffe per le utenze non domestiche riguardanti il commercio e l’artigianato.

Fissata al 2,5 per mille la Tasi (1 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale), in ragione, come è scritto in delibera, della diminuzione dei trasferimenti erariali, dell’esenzione delle abitazioni ancora inagibili a seguito del sisma del 6 aprile 2009 e per l’aumento dei costi che questo tributo dovrebbe andare a coprire. La Tasi infatti, in base a quanto prescritto dalla legge di stabilità 2014, viene utilizzata dalle amministrazioni comunali per coprire, quantomeno parzialmente, i costi per servizi indivisibili, quali la pubblica illuminazione, i servizi cimiteriali, la manutenzione stradale e del verde pubblico, i servizi socio-assistenziali, di vigilanza e protezione civile, nonché la manutenzione degli edifici e delle aree comunali. Per tutti questi servizi, il Comune dell’Aquila ha stimato un costo, per il 2015, che si avvicina ai 13 milioni di euro.

Rimane allo 0,37 per cento l’Imu per le abitazioni principali cosiddette di lusso (quelle inserite nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), per le quali è confermata la detrazione di 200 euro, mentre le altre sono esenti. E’ di 0,56 per cento l’aliquota delle case locate al Comune per residenzialità sociale e dello 0,66 per cento per le abitazioni affittate a un prezzo corrispondente ai valori minimi corrispondenti alle fasce 1 e 2 degli accordi territoriali tra le organizzazioni degli inquilini e dei proprietari e per le case concesse in comodato d’uso gratuito a discendenti e ascendenti di primo e secondo grado, nonché ai collaterali di secondo grado. Scende dallo 0,86 allo 0,81 per cento l’aliquota per le case non affittate e per gli immobili non utilizzati di categorie catastali C1 e da D1 a D9, per effetto dell’obbligo di legge in base al quale la somma delle aliquote Imu e Tasi non può superare il 10,6 per mille. Rimane dello 0,76 per centro l’aliquota per tutti gli altri immobili. Restano esenti dall’imposta i fabbricati ancora inagibili a seguito del terremoto.

Successivamente, il Consiglio comunale ha provveduto a ridefinire le tariffe per i servizi concernenti il diritto allo studio, che vengono agganciate ai redditi Isee, cioè all’indicatore socio economico equivalente. I costi a carico dell’utenza saranno dunque differenziati a seconda delle varie fasce di reddito Isee stabilite in delibera.

Ad esempio, per il prescuola e l’interscuola la tariffa annuale andrà da 102,26 euro per le famiglie con isee fino a 8.000 euro fino a 200 euro per i nuclei con isee oltre i 35mila euro e per i non residenti.

Le famiglie con reddito Isee da zero a 2000 euro saranno esentate dai costi per i buoni pasto e per il trasporto scolastico. Per i redditi Isee sopra i 2.000 euro e fino a 4.000 euro un blocchetto da 25 buoni pasto costerà 15 euro, mentre la retta mensile per il trasporto 10 euro. Sopra i 35.000 euro di reddito Isee il blocchetto dei buoni pasto costerà 72 euro, l’abbonamento mensile per l’autobus 40 euro. L’ufficio per il Diritto allo studio ricorda, in proposito, che i blocchetti dei buoni pasto saranno consegnati ai richiedenti in proporzione al numero dei rientri pomeridiani scolastici dei bambini.

Per le rette mensili degli asili nido si va dai 46,48 euro con Isee fino a 2.000 euro, a 110,02 euro con Isee fino a 10.500 euro, a 284,05 euro con Isee fino a 20mila euro, per finire a 350 euro con Isee oltre i 30mila euro.

L’Aula ha inoltre approvato il Piano finanziario del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, redatto dall’Asm, dal quale emerge un costo complessivo di 14 milioni e mezzo di euro, e il gemellaggio con la città di Cento (Fe).

I bilanci di previsione 2015 e pluriennali 2015-2017 del Comune e dell’Istituzione Centro Servizi Anziani, nonché il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari saranno discusse nella seduta di seconda convocazione, in programma giovedì 20 agosto alle 9.30.

LIRIS: «COMUNE FA CASSA SU FAMIGLIE» – Levata di scudi, da parte del consigliere Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia Comune L’Aquila, in relazione alle tariffe per i servizi mensa e pre-interscuola. «Vergognosi gli aumenti del servizio mensa e del servizio pre-interscuola – sottolinea – il Comune fa cassa sulle famiglie aquilane».

«L’amministrazione comunale – argomenta – mette in ginocchio le famiglie con un aumento del servizio mensa scolastico del 40%, c’è il raddoppio della tariffa pre-interscuola. L’erogazione di questi servizi, così come

previsto, avrà delle pesanti ricadute non solo sull’economia delle famiglie aquilane, ma anche sull’organizzazione delle scuole che smetteranno di fornire la distribuzione dei buoni mensa per conto del Comune in quanto complicatissimo a livello gestionale. La richiesta di

collaborazione da parte dei genitori non è stato ascolatata. Le nuove entrate previste sono necessarie a far quadrare il bilancio di previsione, che ormai dovrà essere approvato a fine agosto. Chiedo agli uffici e all’assessore competetente di riaprire un tavolo ad hoc prima dell’approvazione del bilancio: non si può, in nome del

principio della progressività del reddito, impoverire ulteriormente le famiglie aquilane».

«Il calcolo dell’Isee – aggiunge Liris – sta significando

l’impoverimento delle famiglie aquilane, in particolare di quelle medie, più che la tutela delle stesse: l’Isee non tiene conto della effettiva condizione economica delle famiglie, sia perché a L’Aquila vanno dichiarate anche le case inagibili, dalle quali, ovviamente, non si percepisce alcun reddito, sia perché non c’è alcuna differenziazione tra ciò che è ereditato e cio che è acquistato (che

indica movimento di capitali). Chi ha creduto nel presente e nel futuro di questo nostro territorio vede colpita la propria economia familiare. Le famiglie aquilane non ce la fanno più».