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Appalti funerari a Roma, ai domiciliari due Taffo

Gli imprenditori aquilani, Luciano Giustino Taffo, nato a Poggio Picenze, 55 anni, e il figlio Daniele, 27 anni, titolari dell’omonima ditta di pompe funebri che opera all’Aquila e Roma, sono tra gli arrestati ai domiciliari nell’ambito di una vasta inchiesta sulle procedure di aggiudicazione di un appalto per le camere mortuarie del Sant’Andrea di Roma.

Ai domiciliari anche Egisto Bianconi, romano 47enne, direttore generale dell’ospedale Sant’Andrea, il cui coinvolgimento è emerso nell’ambito di un’indagine partita da San Basilio per traffici di droga egemonizzati dalla famiglia Primavera.

Viene fuori la vicenda della gara d’appalto indetta dall’azienda ospedaliera Sant’Andrea, che si è e protratta fino al novembre 2014 per l’affidamento dei [i]”servizi inerenti i decessi in ambito ospedaliero con annessa gestione della camera mortuaria”[/i] della struttura in relazione, alla quale sono state documentate condotte di rivelazione di “segreto d’ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione ed indebita induzione all’erogazione di utilità”.

Il nome di Bianconi è spuntato fuori in seguito alle investigazioni protrattesi ad ampio raggio sulle attività illecite di traffico di droga, corruzione e porto abusivo d’armi della famiglia Primavera: Guerino, 57 anni, e i figli Fabrizio e Daniele, 34 e 28 anni, il primo accusato di usura aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; il secondo accusato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, porto abusivo di armi da fuoco e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, e il terzo accusato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Tutti e tre sono irreperibili.

L’inchiesta ha portato ad altri arresti: ai domiciliari Fabrizio Coppola, imprenditore edile nativo di Campagnano di Roma, 47enne.

Per Filippo Zanutti, romano 37enne, che era il responsabile unico del procedimento e presidente della commissione di gara, è stata formulata l’accusa di turbata libertà degli incanti, e per lui è scattata la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio attualmente esercitato per la durata di 12 mesi.

Ecco le conversazioni intercettate nelle quali gli indagati dopo aver avuto la notizia dell’aggiudicazione formale dell’appalto da parte dei Taffo, esclamano: «Ha vinto… Tirasse fuori i soldi… Non siamo ragazzini nessuno: queste cose uno ce magna….»

«Effettua la media di cinquecento decessi all’anno… A tre mila euro la media a funerale… E’ un milione e mezzo di euro l’anno…»

«E noi vogliamo mangiare anche un bel piattino de fettucine… Poi c’è il salmone e altre cosette… Me raccomanno… Che questo io entro a lavora con loro faccio la becchina, glie faccio…».