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Centri estetici e crisi: «Più pedicure e meno massaggi»

di Francesca Marchi

La crisi non risparmia nemmeno i centri estetici, o meglio cambia le tendenze.

Si abbandonano i trattamenti prolungati, più costosi e superflui per ciò che è utile e necessario.

Dallo scorso anno il settore è stato investito dalla crisi, ma in questo periodo si registra il minimo dei clienti, nonostante l’estate, stagione in cui «si vuol essere sempre in ordine».

Parliamo con una professionista del settore, Roberta Anzaldi, titolare di due centri estetici nei comuni di Poggio Picenze e San Demetrio.

«Lavoravo molto di più dopo il terremoto, quando mi sono data da fare e ho rimesso in piedi il mio centro. Non c’erano tasse da pagare, non si facevano i conti con le bollette. Il ritorno alla normalità ci penalizza in questo senso».

«La novità oggi, invece, è il numero crescente di uomini che richiedono trattamenti. Dai massaggi, all’epilazione, alle lampade, fino alle cerette. Vengono nel centro in media una volta a settimana e costituiscono il 40 per cento della mia clientela».

Insomma, sembra di capire che l’uomo si cura e si fa bello, senza interessarsi troppo di quanti soldi dovrà spendere; al contrario della donna che rinuncia a un massaggio per fare un pedicure curativo.

«C’è un’altra differenza – precisa Roberta. Le donne straniere richiedono più trattamenti delle italiane , e tra i clienti ci sono anche uomini albanesi e rumeni, che vivono in Italia da anni, soprattutto giovani».

In una società multiculturale, l’influenza del cibo straniero incide anche sul benessere.

Dalle pubblicità dei prodotti, al cibo sugli scaffali dei supermercati, ai ristoranti stranieri la tendenza orientale si fa sentire anche nel settore benessere.

Dall’[i]hammam[/i], al bagno turco, al [i]savonage[/i] con sapone nero si pensa al benessere del corpo e anche a quello della mente.