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La ‘festa’ in Abruzzo, i Banderesi di Bucchianico

Fotografia Vincenzo Battista

di Vincenzo Battista

01Nella settimana tra il 18 e il 25 maggio a Bucchianico, in provincia di Chieti, si rinnova la leggenda di Sant’Urbano I Papa, patrono del paese, che intervenne per scongiurare l’assedio del borgo da parte delle milizie di Chieti. La festa popolare racconta visivamente le vicende e la cronaca del tempo così come tramandata dagli antichi saperi della cultura popolare autoctona.

02Il corteo, all’inizio della manifestazione, rievoca l’esodo dalle campagne verso la cittadina fortificata di Bucchianico e l’ingresso in città della popolazione che viveva fuori le mura per chiedere di essere protette. Entrano nel borgo i figuranti con evidenti oggetti e forme allegoriche riferite al mondo contadino e pastorale della zona. Per resistere all’assedio, i personaggi in costume, i contadini, portano all’interno del paese i beni agricoli e alimentari e si pongono quindi sotto la protezione del Sergentiere. Canestri, cesti, conche ed altri recipienti ornati rappresentano la metafora del mondo agricolo che ha la sua dominante nella creatività della cultura popolare.

03Sfilano in particolare le donne in corteo fino alla piazza del paese dove ha luogo la “Ciammaichella“, un ballo, un carosello di forme e colori accompagnato dai suoni degli strumenti popolari che si intrecciano nello spazio scenico della sfilata che sembra non avere termine. E proprio questa “Ciammaichella”, suggerita da Sant’Urbano al Sergentiere – comandante delle milizie popolari – che scoraggiò le truppe teatine nel proseguire l’assedio perché credettero che il borgo fosse ben armato e difeso da un folto esercito.

04Sfilano anche i carri riccamente addobbati con scene che rappresentano le varie attività di cultura materiale: la bottega del falegname, il forno, scene di pastorizia, la rameria, la casa contadina, i locali delle cantine e tante altre botteghe artigianali (rappresentano suppellettili e vettovaglie da proteggere) a testimoniare la solidarietà delle corporazioni e la compattezza della comunità chiamata dalle contrade a difendersi dagli oppressori.

L’immagine di Sant’Urbano comunque emerge dal carro: rappresenta il pane, la fecondità che così viene custodita, protetta.

05Una donna ha preparato un canestro che rappresenta due buoi che guidati da un contadino arano un terreno: un simbolo forte di appartenenza e di identità culturale di una ricca zona agricola che conserva la memoria del passato anche attraverso i suoi simboli minori.

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Nelle puntate precedenti:
San Domenico di Pretoro
San Domenico di Cocullo
San Zopito di Loreto Aprutino

La ‘festa’ in Abruzzo: Sant’Erasmo di Beffi

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