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Appalti per la Ricostruzione ‘macchiati’, sequestri e manette a L’Aquila

Da questa mattina, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente in collaborazione con il Raggruppamento Operativo Speciale ed il Comando Provinciale Carabinieri de L’Aquila, stanno eseguendo una serie di misure cautelari e di sequestri a carico di imprenditori ed ex amministratori locali nell’ambito degli appalti per la ricostruzione post sisma nel capoluogo abruzzese.

L’indagine messa in moto è denominata ‘Redde rationem’, ossia: ‘rendere conto di ciò che è stato fatto’, ed è il risultato di un complesso sviluppo investigativo che parte dall’anno 2012.

Sua caratteristica è stata una capacità di coinvolgimento articolata, che ha visto impiegate varie squadre dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco.

Agli arresti domiciliari è finito l’ex assessore Pierluigi Tancredi, coinvolto nell’inchiesta con un altro ex assessore comunale dall’imprenditore Lago.

E proprio un episodio di corruzione, viene a galla dalle parole di un indagato e arrestato, ossia il noto aquilano Pierluigi Tancredi, ai tempi dei fatti in esame, funzionario politico. Ha affermato: «Io non ho parlato davanti alla Magistratura, a cui avrei potuto rivelare molto, quindi chiedo di essere aiutato economicamente in questo mio momento di difficoltà». La richiesta estorsiva da parte di Tancredi ascoltato più volte dalla procura ha dato delle giustificazioni poco credibili. Non si è avvalso mai della facoltà di non rispondere. 450 mila sono gli euro di sequestri effettuati per episodi accertati.

L’operazione di Carabinieri sugli appalti del post sisma all’Aquila è stata condotta al termine di una articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, Procuratore Capo Fausto Cardella e dottoressa Antonietta Picardi.

La dottoressa stessa, in conferenza stampa, ha sottolineato il metodo di indagine articolato. «Una sinergia completa ha detto – grazie alla capillarità delle stazioni dei Carabinieri diffuse sul territorio e la presenza dei Vigili del Fuoco che hanno potuto operare sui cantieri in maniera più indisturbata rispetto alle altre forze dell’ordine».

«Le indagini sono state svolte da Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri che arrestò Totò Riina». Così il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, annunciando in una conferenza stampa la presenza di Sergio De Caprio nell’inchiesta denominata ‘Redde rationem’ della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila sugli appalti della ricostruzione che ha portato all’emissione di sei misure cautelari (cinque domiciliari e un obbligo di dimora e obbligo di firma) e 13 avvisi di garanzia.

GLI ARRESTATI – Le persone arrestate (da specificare agli arresti domiciliari) sono Maurizio Polesini, Andrea Polesini, Marco Pellegrini e Giancarlo Di Persio. Mentre è scattato l’obbligo di dimora per Nicola Santoro. Tra i diciannove indagati, invece, spuntano l’ex cerimoniere del Comune dell’Aquila, Daniela Sibilla, e i funzionari comunali Carlo Cafaggi, Mario Di Gregorio e Roberto Arduini.

Nel mirino degli inquirenti una serie di vicende di corruzione legate alla ricostruzione post terremoto dell’Aquila, in particolar modo i lavori di puntellamento affidati dopo l’ottenimento di presunte tangenti. Nella vicenda vi sarebbero stati ricatti ed estorsioni. I puntellamenti utilizzati nelle zone del centro, tre in particolare, sono inferiori a quelli pagati.

L’inchiesta, ha spiegato Cardella, è collegata a quella del gennaio 2014 denominata ‘Do ut des’ attuata dalla squadra mobile che ha portato ai domiciliari l’ex consigliere comunale e assessore di centrodestra Pierluigi Tancredi, indagine che ha coinvolto il comune dell’Aquila.

Turbativa d’asta è una delle numerose accuse contestate agli indagati nell’ambito dell’operazione dei carabinieri che ruota intorno agli appalti per la ricostruzione post terremoto dell’Aquila. Spiccano la Prefettura, la distilleria, Villa Palitti sita a Roio e il Consorzio Angioino: questi i ‘luoghi del crimine’.

Secondo quanto si è appreso, sarebbero coinvolti imprenditori, ex politici e anche dipendenti pubblici in un collegamento tra politica e appalti per la ricostruzione di edifici pubblici definiti dall’accusa ‘simbolici’: una delle figure di spicco sarebbe l’ex consigliere comunale di centrodestra Pierluigi Tancredi, dimessosi dopo il sisma, già finito ai domiciliari nel gennaio dello scorso anno nell’ambito di una indagine della polizia (‘Do ut des’) sempre sulla ricostruzione che ha coinvolto il Comune dell’Aquila, causando le dimissioni del sindaco, Massimo Cialente, che le ha successivamente ritirate, e dell’allora vice sindaco Roberto Riga, uscito di scena dalla politica.

LA FIGURA ‘NERA’ DI TRANCREDI – Tancredi che è stato anche assessore ai tempi della giunta di centrodestra guidata da Biagio Tempesta, è funzionario della Asl provinciale dell’ Aquila. All’operazione stanno partecipando oltre 80 carabinieri che stanno operando oltre che all’Aquila, nelle province di Teramo e Chieti ed anche nel litorale laziale: a tale proposito, uno degli indagati è stato bloccato all’isola di Ponza (Latina). Le misure cautelari sono state eseguite, sono ancora in corso perquisizioni e sequestri dell’operazione coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica dell’Aquila.

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