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Farmacie, Febbo: «Tutto fermo»

«La Regione voluta dal governatore D’Alfonso è sempre più una macchina lenta e soprattutto inefficace. L’ennesimo caso arriva dal Servizio assistenza farmaceutica e trasfusionale, dove sono ferme al palo le procedure del concorso straordinario per l’assegnazione di 85 sedi farmaceutiche. Questo avviene perché un Dirigente non concede la proroga di 3 contratti a tempo determinato in scadenza con motivazioni assolutamente prive di fondamento che denotano tra l’altro, fatto ancora più grave, una scarsa conoscenza della normativa vigente». La denuncia arriva dal presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo.

«Il 9 luglio scorso – sottolinea Febbo in una dura nota – il Direttore Muraglia e il Dirigente del Servizio Assistenza farmaceutica e trasfusionale Melena scrivono a Direttore e Dirigente delle Risorse umane per chiedere la proroga dei contratti sulla base di quanto disposto dall’articolo 2 della Legge regionale del 26 giugno 2015. L’articolo stabilisce che i contratti a tempo determinato dei dipendenti assegnati al Dipartimento per la Salute e il Welfare – Servizio assistenza farmaceutica e trasfusionale, per le strette necessità connesse al completamento del concorso per l’assegnazione di n.85 sedi farmaceutiche, sono prorogati fino alla conclusione delle procedure concorsuali per la copertura delle nuove sedi farmaceutiche e comunque non oltre il 31 dicembre 2015. Tra l’altro, è doveroso ricordarlo, il concorso in questione è stato indetto oltre due anni fa. Nulla di più chiaro, insomma, l’iter dovrebbe procedere agevolmente ma è a questo punto che tutto si blocca definitivamente perché il Dirigente del servizio risorse umane della Regione, Eliana Di Marcantonio, comunica che il Servizio non procederà ad attore nessun atto di proroga. Le motivazioni richiamate riguardano una serie di criticità rispetto alla proroga tenuto conto di quanto previsto dal D. Lgs 165/2001. E’ qui nasce la situazione paradossale che evidenzia come Di Marcantonio abbia commesso un errore grave e clamoroso. Muraglia e Melena infatti rispondono alla nota del Dirigente delle Risorse Umane evidenziando che il richiamato art. 5, c. 4-bis del D.lgs. n. 368/2001 è stato abrogato con il D.lgs. n. 81/2015, l’art. 19 del quale sancisce come “[i]un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, può essere stipulato presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio[/i]”. Viene confermata, dunque, la validità e la conseguente applicabilità dell’istituto della proroga. In virtù di tali osservazioni viene chiesto giustamente di dare immediata esecuzione alla normativa vigente, configurandosi in caso contrario una condotta omissiva da parte del Dirigente preposto».

«Appare assurdo – evidenzia Febbo – assistere ad una vicenda del genere, nella quale un Dirigente regionale che dovrebbe garantire il funzionamento efficace della macchina amministrativa mostra lacune tali da causarne il blocco e l’impossibilità di espletare le proprie funzioni. Ancora più assurdo se pensiamo che la dottoressa Di Marcantonio di recente ha ricevuto un encomio dal presidente D’Alfonso proprio per i risultati raggiunti. Dopo oltre un anno quindi siamo di fronte a una Regione lenta che si distingue solo per inefficienze ed evidenti paradossi».