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Corte dei Conti chiede scioglimento Consiglio

Apparsa sui quotidiani online la notizia [url”Consiglio d’Abruzzo ‘menefreghista’, la Corte dei Conti chiede lo scioglimento”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=122187&typeb=0&consiglio-d-abruzzo-menefreghista–la-corte-dei-conti-chiede-lo-scioglimento-[/url] sono iniziate ad arrivare le reazioni della politica.

DI STEFANO (FI): ABRUZZO MAI COSI’ IN BASSO – «Il quadro delineato dalla Corte dei Conti getta la Regione nel caos più totale». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l’onorevole Fabrizio Di Stefano, a seguito del «pronunciamento della Corte dei Conti che chiede lo scioglimento del Consiglio regionale d’Abruzzo in base agli articoli 120 e 126 della Costituzione».

«La maniera con cui D’Alfonso ha gestito quest’anno la Regione, con estrema approssimazione e incompetenza – aggiunge Di Stefano – viene tutta fuori con questo accadimento. La vicenda assume toni drammatici per l’Abruzzo, noi non vogliamo speculare su questo ma siamo protesi per l’interesse della collettività a dare la nostra disponibilità per uscire da questo caos nel quale questo governo regionale ci ha condotti. Ora D’Alfonso si assuma in toto le responsabilità e non pensasse di scaricarle alla struttura amministrativa, la stessa struttura che quest’anno è stata massacrata da metodologie che ne hanno portato alla disarticolazione con numerose dimissioni nei ruoli apicali. Quella che doveva essere ”Abruzzo Regione facile”, purtroppo si è dimostrata “Abruzzo Regione facilona”».

FEBBO (FI): CORTE CONTI SANCISCE INCAPACITA’ GIUNTA– «La delibera della Corte dei Conti sancisce in modo inesorabile l’assoluta incapacità di questa Giunta regionale, in primis dell’assessore Paolucci, mettendo in luce tutte le inadempienze in tema di Bilancio: la ciliegina sulla torta di un anno di amministrazione caratterizzato solo da brutte figure». Questo il commento del presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo.

«Innanzitutto – spiega Febbo – il Conto Consuntivo 2013 doveva essere approvato dal Governo D’Alfonso in quanto la Giunta Chiodi non avrebbe potuto durante il periodo della competizione elettorale; per questo la scadenza (di norma fissata al 31 luglio 2014) era stata posticipata al 31 dicembre 2014. Lo stesso discorso vale per il Consuntivo 2014 non ancora approvato dalla Giunta (scadenza 30/4/2015) e sicuramente non sarà mai licenziato dal Consiglio regionale entro la fine dell’anno». «Le responsabilità di queste omissioni – sottolinea il consigliere regionale di Forza Italia – sono da attribuire principalmente all’assessore Paolucci che in questi 13 mesi di governo si è dedicato esclusivamente alla Sanità (dimenticando che ci sono un Commissario ad acta e un sub Commissario) e a quella “macelleria sociale” rappresentata dalla chiusura dei Punti nascita e all’introduzione dei ticket socio-sanitari, pur di appuntarsi sul petto la medaglietta per l’uscita dal Commissariamento, che certo non potrebbe essere merito suo ma di chi lo ha preceduto. Di contro ha completamente trascurato la sua delega al Bilancio, sicuramente più gravosa e impegnativa». «A questo punto – conclude Febbo – mi auguro che il presidente del Consiglio dei Ministri prenda in seria considerazione, ove ci fossero gli estremi, la possibilità di sciogliere il Consiglio regionale in base ai dettami dell’articolo 126 della Costituzione».

MARCOZZI (M5S): «NULLA DI NUOVO» – «Nulla di nuovo. Il M5S lo aveva denunciato in sede di approvazione del bilancio regionale nella notte del 23 dicembre 2014. Presentammo centinaia di emendamenti e denunciammo quella che secondo noi era una #FinanziariaAlBuio della Giunta D’Alfonso, criticando proprio il mancato riaccertamento dei residui attivi e passivi che ci costringevano a votare convintamente contro la Legge di Bilancio e contro la Finanziaria». A sottolinearlo, attraverso una nota, è il consigliere del M5s Sara Marcozzi. «Colpe gravi ereditate dalla Giunta Chiodi alle quali la Giunta D’Alfonso con le medesime colpe non ha posto rimedio – aggiunge Sara Marcozzi – Ora che lo accerta la Corte dei Conti forse le nostre parole avranno più valore nell’affermare l’inadeguatezza dei “professionisti competenti” della politica a svolgere il loro mandato! Secondo la Corte, la Regione veloce di D’Alfonso è a bivio tra lo scioglimento e i poteri sostitutivi del Governo centrale. Il commissariamento del commissario sarebbe davvero il colmo!».

[i]LIRIS: «D’ALFONSO CHIEDA SCUSA»[/i]- «Se non fosse una tragedia, ci sarebbe tanto da ridere. Mentre D’Alfonso e la sua Giunta annunciano, con comunicati altisonanti, l’uscita dal Commissariamento relativamente alla Sanità, la Corte dei Conti chiede il Commissariamento dell’intera Regione Abruzzo. È questa la Regione Veloce e Facile di D’Alfonso»? A sottolinearlo, attraverso una nota, è il consigliere comunale e vicepresidente regionale di Forza Italia Guido Quintino Liris.

«Quanto prodotto dalla Corte dei Conti – aggiunge Liris – è allarmante e denuncia una superficiale e disinvolta gestione della ‘cosa pubblica’; “comportamenti omissivi” in ambito di contabilità regionale che non possono non allarmare i cittadini abruzzesi. Sono esterrefatto dalla lettura di quanto disposto dalla deliberazione n. 191 del 2015 da parte della Corte dei Conti, in cui si segnalano al presidente del Consiglio Renzi le gravi e ripetute violazioni da parte del Governo della nostra Regione, “atteggiamenti reiterati che isolano la Regione Abruzzo nel contesto delle Regioni Italiane”. Mi aspetto un “mea culpa” da parte del Partito Democratico e di un centrosinistra che oggi più che mai dovrebbe chiedere scusa alle donne e agli uomini che hanno avuto la cattiva sorte di essere amministrati da una classe dirigente arrogante e impreparata. La sinistra a tutti i livelli, dalla Regione al Comune dell’Aquila, sta dimostrando una grave incapacità amministrativa denunciando la sua vera natura, e cioè l’essere molto più brava a polemizzare e criticare, più che a governare e gestire le criticità del nostro territorio. Cialente e D’Alfonso, che in questo momento vanno così a braccetto, nel continuo esercizio di depauperamento del territorio aquilano, hanno la necessità di un lungo bagno di umiltà. I cittadini comuni, abituati quotidianamente a pagare per gli errori che commettono nelle rispettive professioni, sono stufi di dover prendere atto della “non idoneità” di avventurieri e dilettanti allo sbaraglio.

Renzi non scioglierà il Consiglio Regionale, figuriamoci: ciò che mi addolora è la “figuraccia” a livello nazionale, cui ci costringe l’attuale classe dirigente “sinistra”».

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