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Trattamento dell’ictus cerebrale, l’Ospedale di Avezzano stella cometa

In poco più di 3 anni ha quadruplicato i trattamenti contro l’ictus cerebrale: è passata dai 12 casi del 2012, ai 17 del 2013, ai 28 dello scorso anno e quest’anno corre come una locomotiva con 43 interventi già compiuti nei primi sette mesi.

La struttura stroke-unit dell’ospedale di Avezzano, all’interno di Neurologia, è una realtà che cresce, come professionalità e qualità di prestazioni, a velocità sostenuta e che sembra proiettata, se la tabella di marcia resterà quella attuale fino a fine anno, verso un primato regionale.

Il reparto del presidio di Avezzano, nell’azione di contrasto contro una malattia grave che richiede tempestività di intervento e perfetto gioco di squadra tra le diverse componenti operative, riesce a coprire oggi i bisogni di un territorio che va dalla Marsica alla Valle Peligna fino all’Alto Sangro, per una popolazione complessiva di 250.000 abitanti.

Attualmente l’apparato anti ictus cerebrale, messo in piedi e progressivamente affinato negli anni, riesce ad affrontare con la trombolisi (trattamento per sciogliere o rimuovere il grumo di sangue che ostruisce le arterie cerebrali) il 10% dei casi, un tasso ben superiore alla media europea che si attesta al 6%. Un risultato reso possibile da una costante opera di sensibilizzazione dei medici di medicina generale, con cui è stato avviato un proficuo rapporto di collaborazione, e da un continuo lavoro di miglioramento operativo dell’equipe composta da più servizi, in cui ciascuna parte dell’ingranaggio deve svolgere bene e velocemente il proprio ruolo. All’interno di questo percorso operativo – che comprende l’eventuale coinvolgimento del medico di base, il trasporto del malato in ospedale, il primo soccorso, il ricovero e poi il trattamento terapeutico – c’è una sinergia che abbraccia più reparti e servizi. Sono infatti coinvolti il 118, diretto dal dr. Gino Bianchi, il pronto soccorso, guidato dal dr. Ezio De Pratti, la radiologia interventistica con a capo il dr. Giovanni Passalacqua, la chirurgia vascolare che fa capo al dr. Giovanni De Blasis e ovviamente il reparto della stroke-unit, diretto dal prof. Antonio Carolei, affiancato dagli specialisti Federica De Santis, Berardino Orlandi e Francesca Notturno. Un’équipe che, nonostante gli eccellenti risultati,cerca di migliorare sempre più le proprie prestazioni, lavorando soprattutto sui tempi di intervento: perché quest’ultimo risulti efficace, infatti, deve avvenire tra le 3 e le 6 ore dal momento in cui si manifesta l’ictus, pena danni seri e permanenti. Grazie al continuo perfezionamento delle procedure oggi ad Avezzano è possibile curare del tutto l’ictus cerebrale oppure, nei casi più gravi, contenere al minimo le disabilità provocate dalla malattia.

Oggi la struttura ospedaliera, avendo tutti i requisiti strumentali e le risorse professionali necessarie, cammina senza costi aggiuntivi sulle proprie gambe e non ha quindi bisogno di ulteriori investimenti per continuare a funzionare al meglio. I 43 trattamenti (23 con farmaci, gli altri tramite pratica endovascolare ad opera della radiologia interventistica che ha un ruolo decisivo in alcuni tipi di ictus), compiuti dal gennaio scorso a oggi, sono certificati nei registri internazionali, l’unica documentazione riconosciuta come numero e qualità di prestazioni. Gli alti livelli di attività raggiunti, inoltre, si giustificano con un altro parametro: il rigoroso rispetto dei protocolli operativi internazionali.

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