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Approvazione bilancio di previsione, «Convocazione che taglia le gambe»

Oggi è pervenuta la convocazione per il 30 luglio prossimo del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione.

«Facendo scempio di ogni norma regolamentare e del buon funzionamento del Consiglio, questa convocazione nega, da regolamento e nei fatti, la possibilità per i consiglieri comunali di presentare emendamenti e al Collegio dei revisori di rispettare le tempistiche stabilite dal Regolamento di contabilità». Così si esprime in una nota il Gruppo consiliare ‘Appello per L’Aquila che Vogliamo’.

«Una situazione oltre ogni decenza che abbiamo già segnalato formalmente al Prefetto perché intervenga per porre rimedio a quanto combinato dal Presidente Benedetti. Il regolamento stabilisce che gli emendamenti vadano presentati almeno 10 giorni prima la seduta del Consiglio, ma la convocazione è arrivata quando questo termine è già scaduto! Non solo: per elaborare degli emendamenti, oltre al tempo necessario di analisi, studio e redazione, servirebbe ovviamente anche avere a disposizione i testi da emendare con i pareri obbligatori del Collegio dei revisori. Ad oggi non abbiamo a disposizione né i testi né i pareri dei Revisori a cui ci risulta non sia stato ancora nemmeno trasmesso formalmente il bilancio».

«Un pasticcio di Giunta e Presidente del Consiglio comunale che agiscono impunemente e senza vergogna e che ben evidenzia in quale considerazione tengano il concetto tanto sbandierato di partecipazione. Il Presidente del Consiglio con il suo agire lede la dignità dell’organo consiliare di cui invece istituzionalmente sarebbe chiamato a farne rispettare le prerogative.

Chiediamo che la convocazione venga annullata immediatamente e si dia un tempo congruo ai consiglieri per la formulazione degli emendamenti.

Per un lavoro serio e fruttuoso chiediamo che siano messi a disposizione dei consiglieri gli atti di bilancio e i pareri del Collegio dei revisori almeno dieci giorni prima la scadenza fissata per la presentazione degli emendamenti», questa la conclusione.