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Il grido di dolore dell’Atam: «Una perla culturale dimenticata»

Attraverso allarmati interventi riportati dalla stampa locale, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese ed il Teatro Stabile d’Abruzzo ‘rivendicano’ interventi finanziari della Regione, rispettivamente per Euro 800.000 e 500.000, anche allo scopo di evitare, di riflesso, «tagli alle sovvenzioni accordate dal Ministero».

Siccome, però, ciò comporterebbe il protrarsi di una prassi, che negli ultimi anni, ha visto la Regione accordare interventi straordinari a ripiano delle perdite di esercizio quasi esclusivamente di dette strutture, l’Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana – ATAM che, tali danni di riflesso li ha già subiti, «ritiene opportuno offrire alla discussione alcuni elementi di riflessione».

«Come è noto Il TAR dell’Aquila, – così si legge in una nota ufficiale – con sentenza n. 47/2015, passata in giudicato ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui il competente Ufficio Regionale negò all’Associazione il contributo previsto dalla L.R. 5/99 relativo all’anno 2011, condannandola ad una grave crisi operativa. E siccome la Regione, nonostante numerosi solleciti, non ha ancora provveduto ad applicarla, l’ATAM, per ottenere sia pure tardivamente detto contributo, ha dovuto avviare sia il giudizio di ottemperanza presso lo stesso TAR e sia l’azione di risarcimento degli ingenti danni subiti. Intanto, nei due territori dell’Abruzzo e Molise, essendo venuti a mancare i quattrocento spettacoli che, in media, venivano programmati annualmente dall’Associazione si va consolidando una generalizzata situazione di desertificazione, sul piano della diffusione della Cultura Teatrale, tanto più in quanto sono stati pochissimi i Comuni che hanno potuto affrontare i maggiori costi di una programmazione direttamente gestita. A quanto pare, però, il fatto che i cittadini di Centri come Sulmona, Pratola Peligna, Atri, Roseto, Giulianova, Isernia, Larino, Agnone, tanto per fare solo alcuni esempi, siano restati privi di qualsiasi “servizio teatrale”, non sembra interessare a nessuno; così come nessuno, né tra i politici né tra gli operatori, sembra avvertire il rischio che, a partire dal prossimo anno, venendo a mancare la famosa deroga concessa dopo il terremoto, i guai lamentati dalle istituzioni che oggi hanno avuto una valutazione positiva, potrebbero aumentare anche sul versante ministeriale. Di tal che, nella più totale indifferenza della intera classe politica, alla già avvenuta scomparsa dell’Accademia dell’Immagine e dell’Uovo, alla crisi (abilmente pilotata) dell’ATAM, ai rischi a cui stanno andando incontro, oltre al TSA e all’ISA che ora levano il loro giusto grido di dolore, si potrebbero aggiungere grosse difficoltà per altre importanti realtà come la Società Barattelli e I Solisti Aquilani, la Camerata Sulmonese ecc».

«Motivatamente nutrendo la massima sfiducia circa la possibilità di vedere affrontare in maniera serena e complessiva, tali problemi, pertanto, l’ATAM invita la Giunta Regionale ad ancorare, al di là di eventuali simpatie politiche, i propri impegni finanziari verso le Istituzioni Culturali, alle priorità derivanti prima di tutto dal giudicato di cui sopra e poi da considerazioni di carattere generale rispetto agli interventi di ordine straordinario di cui, proprio le istituzioni che ora si agitano, sono state generosamente destinatarie in questi anni di vacche magrissime, anche per evitare al Presidente D’Alfonso, le della Corte dei Conti da lui esplicitate nei giorni scorsi».

«Per chiudere, qualche domanda al presidente del TSA Ezio Rainaldi: 1) da chi aveva la promessa di veder attribuita al suo ente la somma di € 400.000 che, a suo dire, sarebbero spettai “all’ATAM non più attiva”?

2) ha letto le leggine con cui al TSA sono state accordate doppie, ed a volte triple sovvenzioni, sempre per la stessa attività, prima di vantarsi che le richieste del suo Ente non sono determinate dalla necessità di ripianare debiti? Se lo avesse fatto, avrebbe potuto leggere che quei contributi venivano concessi anche a ripiano delle perdite di esercizio;

3) quando si trova alle prese con il problema della sala che il suo teatro gestire direttamente, gli viene in mente il nome di colui che ispirò l’intervento ostruzionistico contro il progetto di ristrutturazione della Multisala Garden, per cui l’ATAM era riuscita ad ottenere un cospicuo finanziamento ancora inutilizzato, nel quale era prevista anche la realizzazione di una sala di oltre cinquecento posti? La Città dell’Aquila, quella sala avrebbe potuto inaugurarla, senza quell’intervento, a Natale del 2009!», questa la conclusione.