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Droga a L’Aquila, arresti e perquisizioni

Cinque persone ai domiciliari, un latitante e sei indagati. Sono i dati dell’operazione dei Carabinieri della compagnia dell’Aquila finalizzata a scovare un gruppo di stranieri – coinvolti tre albanesi e un marocchino – ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di produzione, traffico e spaccio di stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Perquisizioni e arresti all’Aquila, Frascati (Roma), Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro (L’Aquila) e nei comuni limitrofi al capoluogo abruzzese, Scoppito e Pizzoli.

Sono stati sequestrati circa 150 grammi di cocaina e 500 grammi di hashish, 850 euro all’Aquila e duemila a Roma, denaro ritenuto provento dell’attività di spaccio.

Personaggio di spicco del gruppo è ritenuto L.A., 29enne albanese domiciliato a Scoppito, senza lavoro con precedenti, che oggi alla vista dei Carabinieri ha tentato la fuga. Per questo è stato denunciato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e, dopo il processo per direttissima, potrebbe finire in carcere anziché ai domiciliari.

Le indagini sono partite nel settembre 2014. «Questa operazione – spiega il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Donnarumma – neutralizza chi pensa che siamo impegnati solo nell’ambito della ricostruzione post terremoto, invece siamo attenti ad approfondire tutti gli altri reati più pericolosi, in questo caso lo spaccio di droga».

L’approvvigionamento della droga avveniva a Roma per la cocaina, nella Marsica per la marijuana e lo spaccio era diretto a una clientela eterogenea, comunque all’Aquila.

«Il fenomeno dello spaccio dopo il terremoto del 2009 non è aumentato – ha spiegato il capitano Marcello D’Alesio, comandante della compagnia dell’Aquila – Dopo il sisma il fenomeno è diventato più complesso, quindi più difficile da scovare».

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