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Sinfonica Abruzzese, ‘Senza fondi si rischia la chiusura’

L’Istituzione Sinfonica Abruzzese non se la passa bene, lo stop dei contributi da parte della Regione è ormai cosa nota. Oggi pomeriggio ci sarà una riunione per discutere di questa crisi più volte annunciata, tra il Comune e la Regione.

Il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Carlo Benedetti intanto ha annunciato un Consiglio comunale straordinario. «Stiamo lavorando, insieme con il vice presidente Ermanno Giorgi, per la convocazione, ad horas, di un consiglio comunale straordinario sulla drammatica situazione dell’Istituzione sinfonica abruzzese, convocazione che potrebbe avere luogo già lunedì 20 luglio», ha dichiarato Benedetti. «Il Consiglio comunale – ha aggiunto – non può restare inerte davanti alla ventilata fine di una delle più prestigiose istituzioni culturali della città e della regione. Ci sono in ballo la perdita di un pilastro della nostra identità e della nostra economia, oltre a cinquanta posti di lavoro. L’assise civica farà sentire la sua voce. La Regione deve fare il suo dovere per scongiurare quello che sarebbe l’ennesimo colpo ad un territorio già provato. Non voglio neanche considerare – ha concluso Benedetti – l’ipotesi di un mancato rifinanziamento da parte della Regione. Altrimenti dovremo tornare a suonare la campana di palazzo per chiamare a raccolta la città».

Il grido di aiuto di Giorgio Paravano, segretario generale dell’Istituzione sinfonica abruzzese, lo ascoltiamo da tanto tempo. Ne è in gioco la sopravvivenza di una delle eccellenze nel panorama musicale abruzzese e nazionale da decenni.

LEONE: «È davvero sconcertante la posizione della giunta regionale, che di fatto abbandona a se stessa una delle più importanti istituzioni culturali del capoluogo, senza rendersi conto che anche la cultura produce lavoro ed economia». Lo dichiara l’assessora alla cultura Elisabetta Leone, alla luce della mancata erogazione dei fondi all’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

«Salvare l’ISA, così come altre istituzioni che vivono un grave momento di impasse per lo stop dei contributi, è compito della Regione Abruzzo che deve valorizzare e non mortificare la cultura. A nome dell’intera giunta comunale, esprimo vicinanza e solidarietà ai lavoratori dell’ISA e alle loro famiglie».

DE MATTEIS: «Nel perfetto silenzio di un’Amministrazione regionale che, mai come in questo momento, penalizza la città dell’Aquila, si sta spegnendo la vita dell’Istituzione sinfonica abruzzese. La senatrice Pezzopane e il sindaco Cialente in altri tempi avrebbero abbaiato alla luna e lanciato strali contro il presidente della Regione». Lo dichiara il consigliere comunale L’Aquila Città Aperta Giorgio De Matteis.

«Oggi servi sciocchi di D’Alfonso permettono che una delle più prestigiose istituzioni culturali della Regione e del Paese si spenga e chiuda i battenti, lasciando a casa 50 persone, nel più totale abbandono. Negli ultimi anni si è andati avanti, sebbene con grande difficoltà, ma mai ci saremmo aspettati questo comportamento da D’Alfonso e compagni. Mentre si acquisisce la city a Pescara, mentre vi si trasferiscono le strutture amministrative, mentre si prendono in giro gli aquilani con la barzelletta della legge per L’Aquila capoluogo, mentre si prova a fare la furbata della nomina alla presidenza del Parco Gran Sasso, l’Abruzzo veloce di D’Alfonso è così veloce da tentare di fregare la città dell’Aquila nel più assoluto silenzio, soprattutto di quello di una sedicente senatrice e di un sindaco ormai ai titoli di coda. Mi auguro che il vice presidente della giunta regionale, così come ha fatto per altre realtà (ogni commento è superfluo), porti a casa ciò che è dovuto ad una città che nulla chiede, se non, almeno, di sopravvivere».

PEZZOPANE: «Seguo da mesi la vicenda dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e ho sempre avuto rassicurazioni da autorevoli esponenti della giunta e del consiglio regionale su una soluzione legislativa. Il tempo che scorre non aiuta e il taglio dei finanziamenti regionali apre un’altra pagina dolorosa per la cultura. Fortunatamente il Ministero sta mantenendo gli impegni assunti, non tagliando le risorse, ma lo sforzo rischia di essere vano se poi a tagliare sono le istituzioni abruzzesi, perché a cascata anche il Ministero sarebbe costretto a tagliare». Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane.

«Ho mantenuto l’impegno di assicurare attraverso un emendamento nel decreto Enti territoriali la possibilità per le istituzioni del cratere di utilizzare il 4% dei fondi della legge sulla ricostruzione. Tuttavia queste risorse non possono e non devono essere considerate sostitutive, ma aggiuntive, a quelle di altri Enti e Istituzioni pubbliche, che devono assumersi l’impegno di sostenere la cultura aquilana.

E’ sempre più urgente che la Regione Abruzzo si doti di un piano strategico sulla cultura, per evitare di arrivare con il fiato corto al capezzale di istituzioni agonizzanti.

Apprezzo e condivido gli sforzi del vice presidente Giovanni Lolli, tuttavia la Regione nel suo complesso, il Presidente, che conserva la delega alla cultura, e l’assessore al bilancio devono dare risposte ad una delle istituzioni culturali fiore all’occhiello della città e dell’intera regione.

Il centrodestra in Regione ha spolpato le ossa all’ISA e alle altre istituzioni riducendo fino all’80% i contributi regionali. De Matteis è stato per cinque anni vicepresidente di un consiglio regionale che ha massacrato le istituzioni culturali aquilane, togliendo risorse anche nel 2009 l’anno del terremoto. L’Orchestra abruzzese, fuori dal Consiglio, di cui De Matteis era vicepresidente, ha suonato musica di morte. Ma di cosa parla? Quando poteva fare non ha fatto. Ed ora a noi tocca riparare i danni del centrodestra.

Sollecito l’attuale giunta regionale a compiere un percorso diverso, scelte diverse, che rilancino le istituzioni, il turismo culturale e la qualità della musica e della cultura in generale.

Dopo lo sforzo e le azioni positive messe in campo, giustamente, per la tutela di Abruzzo Engineering, credo che la Regione abbia il dovere di occuparsi anche delle istituzioni culturali, che non vanno abbandonate a se stesse. Anche questi sono posti di lavoro da tutelare».

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