IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Tirana, meta del nuovo fenomeno di emigrazione italiano

di Roberta Galeotti

Tirana, o come scrivono gli albanesi Tirona, luglio 2015. Torno a Tirana dopo un anno, un lungo anno italiano di crisi e di serrande abbassate, di aziende italiane strozzate dalla pressione fiscale e in chiusura, di famiglie italiane massacrate dai licenziamenti e dalla disoccupazione.

{{*ExtraImg_248475_ArtImgRight_300x168_}}Torno a Tirana e trovo ancora più forte lo stesso animo di crescita e di sviluppo che avevo percepito lo scorso anno; la spinta di una città con la voglia di spendere e consumare, di frequentare locali e conoscere il piacere della moneta che gira. Un piacere che in Italia si è perso da anni…

Vedo nuovi locali e incontro tanti italiani che, amareggiati dal destino di aziende in crisi, hanno scelto di portare la loro esperienza in Albania.

La vita costa molto poco qui e gli albanesi non hanno il Know How, così i nostri chef, pasticceri e pizzaioli hanno modo di aprire attività che si riempiono di avventori ed incassare moneta liquida.

{{*ExtraImg_248476_ArtImgRight_300x533_}}I dipendenti costano molto poco, circa 250€ al mese (contributi inclusi), e le tasse (certe e sicure) sono del 15%.

Una casa in affitto si trova per meno di 300€ al mese e il costo della vita è rapportato a queste cifre.

Un chilo di pomodori costa circa 35 centesimi di euro, un chilo di ciliegie meno di 70 centesimi.

Gli albanesi consumano e apprezzano la cucina italiana, quindi i ristoranti e le pizzerie sono pieni di gente.

Purtroppo l’amarezza, che si legge negli occhi di questi nostri concittadini esuli, è la nota costante. La triste consapevolezza di un’Italia alla deriva che ha saputo cancellare anni di esperienza e tradizione a discapito di famiglie martoriate da un sistema malato.

{{*ExtraImg_248477_ArtImgRight_300x223_}}Ritrovo Maurizio Cantalini, il ristoratore aquilano che ad ottobre 2013 ha aperto un ristorante Italiano a Tirana esportando con successo la nostra pasta fresca e la cucina tipica italiana.

Vita99 ha raddoppiato e oggi Maurizio ha due ristoranti: il primo ristorante italiano si è trasferito in un locale ancora più grande e nel vecchio locale Maurizio ha aperto una Braceria ‘Vita99 Taverna italiana’.

{{*ExtraImg_248479_ArtImgRight_300x223_}}Davanti alle fettuccine o alla pasta alla chitarra di Maurizio si incontrano tante storie di imprenditori e dirigenti italiani che hanno dovuto, loro malgrado, fare i conti con una Italia malata, divisa tra il mondo ovattato dei dipendenti pubblici e il mondo massacrato degli imprenditori.

L’Italia ladrona degli entourage della politica e quella costretta a combattere tra equitalia e le mille tasse, tassine e tassette che uccidono la libera imprenditoria.

Tutti raccontano di un’Italia senza più decoro in cui la disperazione ha prodotto la perdita del rispetto e del senso di responsabilità.

«La vita in Italia ora è troppo costosa – è il refrain di tutti – i soldi escono senza freni e troppe famiglie rincorrono le scadenza senza riuscire ormai ad arrivare serenamente a fine mese».

{{*ExtraImg_248478_ArtImgRight_300x168_}}Molti pensionati italiani hanno scelto di ritirarsi sulle città costiere albanesi, dove la vita è poco costosa e il clima caldo è favorevole agli acciacchi dell’età.

Ma qui la vita è molto semplice e manca la cultura del rispetto dell’ambiente e della città! L’igiene lascia un po’ a desiderare e da poco è iniziata una politica di maggiori controlli sulle attività. Molto c’è da fare… In tutti i sensi!