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Consiglio Abruzzo, seduta difficile

La seduta del Consiglio regionale d’Abruzzo è stata aggiornata due volte.

La prima volta alle ore 18, come ha comunicato il vice presidente vicario Lucrezio Paolini, successivamente alle ore 20.

Il primo rinvio si è reso necessario per lo svolgimento di una riunione della maggioranza di centrosinistra che, secondo quanto si è appreso, avrebbe problemi di compattezza. Per questo e per la presentazione di circa 1700 emendamenti è stato rinviato l’esame del provvedimento di acquisizione, dalla società controllata da Finmeccanica Selex Service Managment, del 30% delle azioni di Abruzzo Engineering, Spa controllata già al 60% dalla Regione. In AE sono impiegate circa 200 persone, metà delle quali impegnate in commesse per la ricostruzione e metà in cassa integrazione. AE è stata messa in liquidazione dall’ex Giunta di centrodestra, l’attuale maggioranza di centrosinistra vuole rilanciarla.

Dopo 6 ore di discussione, la IV Commissione Politiche europee del Consiglio regionale, presieduta da Luciano Monticelli (Pd), ha espresso il parere favorevole al progetto di legge che prevede un intervento finanziario straordinario per il salvataggio di “Abruzzo Engineering”. «In Commissione abbiamo avuto un lungo dibattito per individuare un percorso condiviso e migliorativo – ha spiegato il presidente Luciano Monticelli – In particolare, sarà la Giunta regionale a sottoscrivere l’accordo transattivo con Selex, e non più il Consiglio regionale, e l’accordo sarà finalizzato all’acquisizione di quote di minoranza del capitale sociale di Abruzzo Engineering, fino al raggiungimento di una quota pari al 90% del capitale sociale. La Giunta regionale – ha concluso Monticelli – si occupi anche di altre realtà aziendali in crisi, come Ciapi, Cotir, Arit e Mario Negri Sud». Il progetto di legge, ora, è all’esame della Prima Commissione Bilancio.

La seduta del Consiglio regionale nel frattempo è stata nuovamente aggiornata, alle ore 20, come comunicato dal presidente Giuseppe Di Pangrazio.

PROTESTE SUI PUNTI NASCITA – Fuori dall’Emiciclo, intanto, imperversano le proteste contro la chiusura dei punti nascita.

Secondo quanto reso noto dal sindaco di Atri Gabriele Astolfi – anche oggi presente fuori la sede del Consiglio regionale per protestare contro la chiusura con i rappresentanti dei comitati delle altre tre città – è prevista per domani l’udienza del Tar dell’Aquila sulla sospensiva legata al ricorso del Comune di Atri (Teramo) contro il decreto del commissario per la sanità e presidente della regione Luciano D’Alfonso che ha sancito la chiusura di quattro punti nascita – Atri, Penne (Pescara), Ortona (Chieti) e Sulmona (L’Aquila) – «perché con meno di 500 parti l’anno e non sicuri».

I comitati stanno manifestando anche con l’esposizione di cartelloni e striscioni. A protestare anche rappresentanti del movimento cinque stelle.

Una chiusura già programmata, quella di Atri, conseguenza delle disposizioni del tavolo di rientro del deficit sanitario a cui è sottoposto da anni l’Abruzzo. I cittadini si sono intrattenuti con i consiglieri di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Muro Febbo, Paolo Gatti ed Emilio Iampieri. Una delegazione presenzierà ai lavori della seduta del consiglio regionale.

«Abbiamo fiducia nel pronunciamento del Tar. Il punto nascita di Atri, dove nascono oltre 500 bambini, rispetta 53 parametri su 54 con quest’ultimo che non è un parametro, e insiste su una infrastruttura molto sicura – spiega il sindaco – Ho spiegato queste cose in commissione sanità ma nessuno ha risposto alle mie domande».

FI: «MAGGIORANZA ALLO SBANDO» – «E’ assolutamente inaccettabile l’atteggiamento di questa maggioranza, che persevera in un comportamento irrispettoso delle istituzioni, delle minoranze e soprattutto di tutti i cittadini abruzzesi», hanno commentato i consiglieri di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri. «Il Consiglio regionale convocato inizialmente per le ore 11:00 – hanno spiegato i Consiglieri – è stato dapprima posticipato alle 15:00, poi alle 18:00 e successivamente alle ore 20:00. Un modo di fare insensato, considerando i tanti punti previsti nell’ordine del giorno, che costringerebbero i lavori a protrarsi per tutta la notte. La motivazione di questo ennesimo slittamento è duplice: in primis la maggioranza non riesce a trovare la quadra su Abruzzo Engineering con diversi rappresentanti del centrosinistra contrari al goffo tentativo di salvare il “carrozzone”. Un altro motivo è da ricondursi alla volontà di evitare il confronto con i tanti cittadini giunti all’Aquila per protestare contro la chiusura dei Punti nascita: da questa mattina sono in attesa di parlare con qualche rappresentante del governo regionale e riteniamo che le speranze resteranno vane. Se D’Alfonso e la sua maggioranza ritengono che questo sia un comportamento da amministratori responsabili noi ci dissociamo e continueremo a segnalare tutte le storture che sono state una costante di questi 14 mesi di governo regionale».

CRITICHE ANCHE DA M5S– «La Giunta blocca il Consiglio regionale perché si ostina a voler portare in aula un provvedimento da licenziare in commissione bilancio entro oggi per salvare Abruzzo Engineering», hanno commentato i consiglieri del Movimento 5 Stelle.

«Si sta bloccando un consiglio regionale importantissimo – hanno aggiunto i consiglieri in una nota – con temi delicati come la revisione dei costi della politica e la salute dei fiumi abruzzesi per rimediare, si fa per dire, con poche ore di commissione a dieci anni di mal gestione di un’azienda che rappresenta a pieno tutto il clientelismo di cui questa Regione è malata da troppo tempo. Una promessa, quella del salvataggio dell’Azienda Abruzzo Engineering che costa alla Regione e, dunque, a tutti i cittadini abruzzesi 5,9 milioni di euro, più i debiti pregressi e i futuri oneri che gravano per il mantenimento di tutto il carrozzone. Abruzzo Engineering è il fardello di cui la Giunta vuole farsi carico rendendola in house, ovvero pubblica. L’azienda nata un’intesa tra il Presidente della Provincia di L’Aquila, il Sindaco di L’Aquila ed il responsabile dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione di L’Aquila, conta 185 dipendenti assunti a chiamata diretta (dunque senza concorso) che, in questo modo, diventeranno dipendenti pubblici senza aver sostenuto alcuna procedura di evidenza pubblica».

«Cosa dovremmo dire a tutti i cittadini che sono assunti in aziende private o partecipate che la Regione non è corsa di fretta ad aiutare? – si chiedono i consiglieri penta stellati – oppure a tutti quei cittadini disoccupati che pagano sulla loro pelle una crisi economica che la politica, ad oggi, non è stata in grado di risolvere? Per il M5S non esistono cittadini di serie A o serie B e certo non aiuteremo questa Giunta ad aumentare il divario sociale tra “amici” e “meno amici”. IL M5S non voterà un provvedimento “sulla fiducia” senza aver avuto a disposizione i documenti necessari ad una valutazione puntuale e compiuta dello stato di salute dell’azienda e dell’economicità della transazione. I bilanci dell’azienda e l’accordo transattivo sono stati resi noti alle opposizioni solo alle 19 di questa sera. Il M5S non sosterrà un ulteriore sacrificio economico in danno dei cittadini per far mantenere alla maggioranza le “promesse” elettorali di comodo, non voterà prima che sia fatta luce su questa azienda che non ci risulta abbia prodotto alcun risultato per la Regione. Un’azienda che dovrebbe lavorare solo sul comune dell’Aquila ma che si chiede sia sovvenzionata da tutta la regione. Quanto alla prassi di convocare le commissioni nel giorno stesso del consiglio regionale, che il M5S ha sempre criticato, facciamo presente al capogruppo PD Mariani che detta prassi è consolidata dai suoi presidenti di commissione».

MARIANI: «MINORANZA NON ACCETTA CONFRONTO» – «E’ la minoranza che non accetta il confronto presentando migliaia di emendamenti ad ogni progetto di legge in esame in commissione con il solo fine di bloccare provvedimenti utili per la regione Abruzzo», ha commentato il capogruppo del Pd Sandro Mariani. «E’ stucchevole registrare questo atteggiamento ostruzionistico ogni volta sia convocato il Consiglio Regionale – ha aggiunto – Anche in passato quando a governare c’era Chiodi e Mauro Febbo era assessore venivano convocate le commissioni consiliari lo stesso giorno del Consiglio regionale per esaminare provvedimenti urgenti. Siamo pronti alla discussione in aula ma prima vogliamo chiudere il dibattito su Abruzzo Engineering in commissione. Mentre noi siamo intenti a risolvere i problemi di centinaia di lavoratori, occupandoci allo stesso modo delle altre società ed enti regionali lasciati senza futuro e carichi di problemi finanziari, Forza Italia oggi se ne lava le mani, non producendo nulla di concreto e preferendo al dibattito ed al confronto, un inutile ostruzionismo fatto di migliaia di emendamenti per lo più incomprensibili. Se il centro-destra farà proposte noi siamo pronti ad entrare nel merito».

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