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Furto in centro storico. ‘La mia casa violata’

«C’è stato un altro furto nella mia casa in centro storico. Sento rabbia e impotenza perché non posso fare nulla».
Questa è la storia di Mario, comune a quella di molti altri aquilani.

«E’ accaduto qualche giorno fa’, è il quarto furto che subiamo in questi sei anni. Si può rubare in maniera indisturbata, di giorno o di notte, non fa differenza».

La casa di Mario, in cui ha vissuto per ben 27 anni, si trova in Via Emidio Lopardi, in pieno centro storico. E una strada poco frequentata, non più di passaggio, è una parallela della più conosciuta Via Roma.

L’edificio attende di essere ricostruito, «forse farà parte del dodicesimo elenco, anche se è una zona che non rientra nelle priorità di ricostruzione del centro storico».

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La casa è segnata da crepe visibili già dall’esterno. Crepe che hanno accelerato lo scorrere inesorabile del tempo.
Così come nei palazzi intorno, anch’essi con le stesse cicatrici lasciate dal terremoto sei anni fa.

Mario ci regala la sua intimità fatta di ricordi messi stretti stretti in scatoloni nelle stanze vuote.

«Essere costretti a lasciare la propria casa vuol dire rinunciare a un pezzo di cuore. E subire un furto vuol dire essere invaso nella più profonda intimità».

Hanno preso di tutto negli anni. Mobili, quadri, perfino bottiglie. E anche tutte quelle cose inutili, ma tanto care a Mario e alla sua famiglia.

«Non so più che fare, forse la soluzione è svuotare completamente la casa, anche se non posso trasferire tutto nell’alloggio del progetto case per questioni di spazio».

Le parole di Mario pesano come macerie e si intrecciano ad altre decine e decine di storie fatte di perdite, polvere, ricordi e sogni infranti.

(f.m.)