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No Grexit; China’s Cloud

di Alfredo Vernacotola

[i]Seconda parte***[/i]

L’economia degli squali ha condotto molto investitori a divenire tanto rapidamente ricchi da disporre di ingenti cifre che – reinvestite – hanno garantito l’ampliamento del proprio raggio di interesse, nello specifico la diversificazione degli investimenti: si pensi a quanto denaro fresco viene immesso nel mondo del calcio che in Asia sta assumendo caratteristiche simili a quanto accaduto nei paesi della penisola araba. Nel contempo società a partecipazione statale – ovviamente le più grandi compagnie sono a partecipazione statale – sono spinte ad effettuare investimenti a nome dello Stato che diviene imprenditore come nella migliore delle dinamiche capitaliste. In questo affresco confusionario di investimenti pubblici e privati al contempo, la crisi tocca il colosso cinese dando agli spettatori la possibilità di assistere a dinamiche che lasciano quanto meno riflettere su come ci si dovrebbe comportarsi per evitare che l’ingente patrimonio nazionale vada in frantumi.

Leggendo articoli che riportano notizie – le poche che filtrano da Pechino – si percepisce quanto sia difficile prevedere se e quando il fenomeno Cina veda bloccarsi nel suo processo d’espansione; non si è esperti di economia ma volendo usare un linguaggio simbolico si potrebbe affermare che l’arresto – che vede sempre il segno in negativo – non è una vera regressione, in quanto nella peggiore delle ipotesi non vi sarebbe crescita o sarebbe minima. In termini psicologici il colosso cinesi sta riassumendo energia per ripartire con ancora più vigore.

Tenendo conto della mole del debito sovrano di altri stati che possiede, la Cina – nello specifico la BANCA CENTRALE CINESE – potrebbe immettere denaro liquido per andare in soccorso a quegli istituti bancari che hanno agito da falchi tenendo in scacco non soltanto il partito comunista bensì l’intera comunità economica mondiale.

Qualora si fosse dinanzi ad un tavolo di poker il gioco truffaldino del colosso americano sta nel decretare la giustezza del gioco della Germania, che viene definita con un valore tipo AAA (indici di affidabilità e solidità nonché resistenza agli shock finanziari) che la rende l’unico partner affidabile. Si è detto degli USA: quale soggetto o organizzazione stabilisce l’affidabilità di Altri Stati o organizzazioni? Un Istituto privato il cui nome è Standard and Poor’s: si è sicuri che tutto quanto accade non sia una nuvola virtuale come i famosi derivati che non sono altro che pacchetti di azioni non reali che muovono flussi denaro da un istituto ad un altro? La crisi cinesi è concreta ma non si può certo impedire ad un colosso che decide anche di delocalizzare di allentare le briglie innanzi al fare “birbantesco” di uomini d’affari creanti banche che implodono per difetto intrinseco alla loro creazione.

La crisi dovuta al mercato immobiliare sembra avere la stessa matrice statunitense in quanto vi sono state maglie larghe nel concedere mutui per l’acquisto di beni immobiliari che hanno generato insolvenza da parte di banche private che già dal 2014 erano dovute ricorrere all’aiuto esterno (si dice di banche di Taiwan). La crisi del sistema creditizio privato ha spinto il govero centrale o a sospendere dal listino quasi la metà dei titoli del listino, o ha obbligato a non lasciare andare via azioni. Tutto ciò nel tentativo di fermare l’emorragia. Certamente si sta assistendo ad una partita di poker assai particolare. Chi scrive si diverte ad immaginare al tavolo verde come sfidanti USA . EUROPA – CINA -GIAPPONE con croupier la penisola araba. Questi ultimi sembrano voler “colonizzare” altri paesi europei (si pensi all’Italia con Alitalia e anche il Milan, non più nelle mani di Berlusconi); in Italia sta avvenendo ciò che è accaduto anni or sono in Gran Bretagna, ove gli inglesi hanno demandato i loro beni agli arabi del Dubai o del Qatar.

Nel tourbillon delle varie nuvole piene di debiti sovrani accade anche vi siano paesi in ripresa come l’Italia che con l’applicazione del Jobs act ha visto la crescita degli occupati e reinserimento di chi era escluso dal mondo del lavoro. In tal modo si attirano investimenti, si cerca nuova forza lavoro etc: a quale prezzo? La precarietà che il Governo italiano vuole eliminare ma negli anni sembra rafforzare.

Nel fine settimana cruciale per l’economia mondiale tra Grecia, Cina e Federal Reserve – che dopo gli incentivi che hanno dispensato fiumi di dollari si prepara a rialzare i tassi – nasce il futuro di un’Europa pronta al dialogo su di un tema fondamentale: l’Unità Politica. È interessante sapere che è la forza di una linea politica ad evitare catastrofi non l’intransigenza teutonica o il rigorismo. In altro articolo sarebbe interessante scrivere di Benedetto Croce e la Storia dell’Europa del 1900.

No Grexit; China’s Cloud!

La saggezza dei Taoismo direbbe che le azioni dell’oggi garantistico l’azione del domani, garantendo ancora più forza; la China possiede ? del debito sovrano americano, delocalizza in Italia, commercia con i paesi africani. Dov’è la fragilità economica?

La depressione economica che dura da un mese in Cina è il motore che fa il check – up, ripartendo ancora con più spinta.

Il Drago farà ancora più paura?

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