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Uffici Ambiente paralizzati in Regione, non ancora formalizzati 12 co.co.co

«La denuncia di Confindustria Abruzzo che segnala come l’attività degli uffici dell’Assessorato all’Ambiente sia praticamente ferma dimostra che le mie denunce dei mesi scorsi non erano affatto inventate né strumentali. Altro che Regione “Facile e Veloce”, allo stato attuale siamo di fronte a un apparato amministrativo allo sbando, immobile che produce solo chiacchiere a discapito di cittadini e aziende abruzzesi».

E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che spiega: «Le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Ballone riportano d’attualità la vicenda che avevo segnalato nel mese di febbraio e riguarda il concorso per 12 co.co.co da destinare proprio al settore ambiente e precisamente alla gestione rifiuti. Ebbene, proprio questa mattina era in programma in Commissione Vigilanza l’audizione del dott. Primavera (direttore dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali) che non si è presentato, delegando l’ingegner Piselli. E’ stato confermato purtroppo che a conclusione di quella procedura di selezione, indetta mediante un bando “nascosto”, i contratti non sono stati ancora sottoscritti. Delle persone che devono essere assunte si conoscevano già i nomi ancor prima della pubblicazione dell’avviso e quanto avevo pronosticato si è effettivamente concretizzato in 11 casi su 12 (il dodicesimo nome non è in graduatoria semplicemente perché non ha partecipato al concorso). Va sottolineato che per procedere alla formalizzazione degli incarichi, scopriamo che l’ing. Primavera ha richiesto il parere sia alla Corte dei Conti (sic!!!) sia ai Revisori dei Conti (sic); ora e perché non prima?».

“E’ chiaro che ci sono troppe ombre intorno a un bando che si è rivelato una patetica “messa in scena”: oltre a essere ben “mimetizzato”, quasi impossibile da trovare nei meandri dei siti ufficiali, ha mostrato clamorose criticità sia per quanto riguarda la procedura adottata, assolutamente errata, sia per la copertura finanziaria e a questo riguardo ho ancora troppi dubbi che non sono stati affatto dissipati.

«Il risultato – evidenzia Febbo – è una paralisi dell’attività di quegli uffici, come segnalato da Confindustria, e questo fa ancora più rabbia se pensiamo che un bando mirato a coprire alcuni ruoli scoperti e velocizzare l’attività amministrativa ha prodotto solo una clamorosa perdita di tempo e denaro a discapito di imprese e cittadini: 6 mesi trascorsi inutilmente nei quali sono state prodotte solo chiacchiere e danni. Chi risponderà di fronte alle azioni legali che le imprese sono intenzionate a intraprendere? Una situazione vergognosa che grida vendetta. Per questo continuerò a vigilare sulla vicenda assicurandomi tra l’altro che quel personale assunto con contratti di co.co.co non si occupi dell’attività ordinaria degli uffici regionali ma, come previsto dalla normativa vigente, lavori a progetto».

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