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Bollette C.a.s.e: «Da Cialente idee strampalate»

Il consigliere comunale Angelo Mancini (L’Aquila Oggi) interviene sulla complessa questione dei consumi negli alloggi del progetto C.a.s.e. e controbatte alle tesi avanzate dal Primo cittadino Massimo Cialente.

«Il sindaco Cialente – spiega Mancini – è intervenuto, qualche giorno fa, sul pagamento delle utenze a carico degli assegnatari di alloggi Case, ironizzando sulle dichiarazioni che un’inquilina del quartiere di Bazzano aveva reso a una giornalista e argomentando, come peraltro fatto più volte, che è giusto far pagare le bollette del riscaldamento in base ai metri quadri dell’alloggio, poiché, computando i consumi effettivi, gli inquilini al piano terra pagherebbero, in proporzione, molto di più, mentre quelli ai piani superiori risulterebbero avvantaggiati dal fatto che vengono scaldati da chi abita al piano di sotto. Il primo cittadino farebbe bene a risparmiarsi l’ironia fuori luogo e, magari, a informarsi meglio prima di parlare, dal momento che, nella piastra dove vive la signora, l’impianto è realizzato a soffitto, i tubi sono rivestiti in materiale isolante e i pavimenti sono incollati su un materiale, anch’esso isolante, che poggia, a sua volta, su uno strato di argilla espansa, altro materiale isolante, cui si aggiunge lo spessore del solaio. Il sindaco potrà capire che, “[i]come sa anche un bambino di scuola media che ha appena letto un libro di fisica[/i]”, per citare la sua stessa affermazione, con impianti realizzati in questo modo è praticamente impossibile che il calore possa passare dal basso all’alto. Li costruiscono così a posta, del resto, questo tipo di edifici, il principio è evitare la dispersione termica. Pertanto, se gli appartamenti al piano terra consumano di più la causa è da cercare altrove e non è giusto che se ne accollino le spese tutti gli altri».

«Ci sono leggi regionali, nazionali ed europee che stabiliscono che i pagamenti delle utenze vanno calcolati individualmente, in base ai consumi effettivi – aggiunge Mancini – Con il suo atteggiamento il sindaco espone il Comune, e quindi la collettività, a sostenere i costi, certamente ingenti, dovuti alla pioggia di ricorsi che faranno gli assegnatari e che, di sicuro, avranno esito positivo, come peraltro già accaduto con i ricorsi per le pratiche della ricostruzione. Quanto alle utenze relative alle annualità 2010-2014 che, come stabilito da una sentenza del Tar, vanno pagate in base ai consumi, gli assegnatari vorrebbero sapere, piuttosto, quando il Comune intenda procedere alla lettura dei contatori e quindi al ricalcolo delle bollette».

«Venendo alle spese condominiali – rileva Mancini – la stragrande maggioranza degli assegnatari paga 60 centesimi al metro quadro, il che vuol dire, mediamente, 50 euro al mese di condominio, roba da residence di lusso, per una manutenzione mai avvenuta. Oltretutto, si chiedono gli inquilini ed io con loro, nel caso di famiglie indigenti, che pagano dai 15 ai 25 euro, la differenza la mette il Comune o viene ridivisa tra tutti gli altri assegnatari, facendo lievitare la cifra»?

«Non si commenta, infine – conclude Mancini – la strampalata idea del sindaco di far tagliare le utenze nelle piastre dove ci sono i morosi, disponendo il trasferimento coatto anche di chi invece ha pagato regolarmente. E se anche nella nuova piastra qualcuno iniziasse a non pagare che fa, li trasferisce di nuovo? E chi paga le spese di trasloco e di riallaccio delle utenze?

A proposito di rimborsi delle spese per i traslochi, infine, è tutto fermo da un anno e mezzo, così come per quelli dei beni mobili danneggiati dal sisma. I cittadini non riescono ad avere risposte. Il Comune, si lamentano, chiede ma non dà».

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