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In abito da sposa al McDonald’s, sogno in bianco a L’Aquila

di Gioia Chiostri

Come Pollicino seminò, strada facendo, molliche tenere di pane di grano duro per ritracciare la strada di casa, così la scia del ‘[i]E vissero per sempre felici e contenti[/i]’ è serpeggiata qualche tempo fa, come il profumo buono della mamma, in città. Il loro scatto ‘rubato’ ha fatto il giro del web: belli come il sole, sorridenti, con l’aria di chi si appresta ad incominciare la cosiddetta nuova vita assieme, gli sposi del McDonald’s, fino ad ora sconosciuti, hanno adesso, grazie ad una accurata ricerca sul web, finalmente un nome. Loro sono Stefano, che nella vita fa l’avvocato, e Marilisa, una giovane pedagogista, un tempo studentessa proprio dell’Università aquilana. E questa è la loro storia a lieto fine 2.0.

Convolati a nozze il 7 giugno scorso, presso il Monastero di Santo Spirito di Ocre, giudicato dai due sposini come un «luogo incantato», Stefano e Marilisa hanno fatto una ‘insolita’ tappa durante il loro ‘giorno speciale’. «In effetti – affermano – l’accostamento abito bianco-McDonald’s è piuttosto insolito! La festa, iniziata a mezzogiorno con la cerimonia, è finita attorno alle ore 22 di sera, dopo un luculliano pranzo a cura della forchetta d’oro Marcello Spadone. Ebbene, a quell’ora, di domenica, non ci sono molte alternative ‘culinarie’ aperte. ‘Al vostro matrimonio non toccherete cibo dall’emozione’: in tanti l’avevano profetizzato e, col senno del poi, hanno avuto ragione! A detta degli invitati, ci siamo persi un banchetto eccezionale. Il McDonald’s ci ha permesso, quantomeno, di non andare a letto a digiuno: la vera curiosità è che, in quattro anni di fidanzamento, non ci avevamo mai messo piede!». Ed ecco svelato il mistero.

L’Aquila, nella sua forma virtuale quale quella denominata ‘Spotted Univaq’ – una sorta di sfogatoio barra ufficio degli oggetti scomparsi territoriale – s’è lasciata incantare teneramente dalla dolce fotografia. In essa, gli sposi si manifestano in tutta la loro lenta eternità nel mezzo di quanto, oggi, potrebbe esistere di più veloce e dinamico: la realtà cittadina di un fast-food. Quasi rassomiglianti ad una perla d’ostrica rintracciata per caso fra i granelli di sabbia in riva al mare.

Nel 2015, si può ancora credere nelle fiabe a lieto fine? «Le fiabe sono sempre a lieto fine, – risponde Marilisa – altrimenti non sarebbero tali. Tutti dovremmo trasformare la nostra vita in una fiaba!». «Ci aspetta – le fa eco Stefano – sicuramente un lieto fine; da quando ci siamo conosciuti, i nostri destini si sono intrecciati in una trama sempre più spessa, dando vita a qualcosa di unico».

La ricerca dell’identità degli sposi del Mc è partita da un post in bacheca, cortesemente pubblicato dallo staff di Spotted Univaq. Il giornalismo, a volte, ha bisogno di credere ancora nella casualità, nel salto nel vuoto e nel mistico appuntamento al buio. Ed ecco che lo sposo della foto, è saltato fuori, sul [i]social network[/i], come una bella sorpresa sotto l’albero di Natale la notte del 23 dicembre: in maniera totalmente inaspettata. Ma che colore ha la loro storia d’amore? Marilisa: «La storia parte da un bigliettino scritto a matita e passato fugacemente in biblioteca, passa poi per un intreccio di emozioni ed arriva alla realizzazione del sogno di passare una vita insieme!». Stefano: «E’ la storia di due ragazzi che si incontrano e che maturano insieme, amandosi e rispettandosi; senza Marilisa non avrei raggiunto mai quei traguardi – sul piano umano e professionale – che mi hanno fatto diventare l’uomo che sono. Vedo in giro moltissime coppie che si limitano a vicenda, per insicurezza, gelosia o invidia; da questo punto di vista, la nostra storia va controcorrente».

I due sposi, ad un mese esatto, oggi, dal sì detto l’un l’altra, sono originari di luoghi non aquilani. Eppure, hanno scelto proprio il capoluogo d’Abruzzo per mettere a tacere con uno spuntino veloce, l’emozione intensa provata durante la loro giornata.

Qual è il loro rapporto con il capoluogo? «Non è stata casuale la scelta di unirci in matrimonio a L’Aquila. – spiega la sposa – È una terra alla quale siamo molto legati: ci rappresenta perché siamo innanzitutto abruzzesi nel sangue e perché la giudichiamo un posto ricco della nostra storia più genuina. Abbiamo scelto di dare importanza e valore al territorio». «A L’Aquila – aggiunge lo sposo – sono legati due fra gli avvenimenti più belli e sentiti della mia vita: il conseguimento del titolo di Avvocato e, per l’appunto, il matrimonio».

{{*ExtraImg_247716_ArtImgRight_300x300_}}L’Aquila ha vissuto, in un giorno qualunque e in un luogo giudicato di passaggio, la sua piccola storia d’amore. Tutte le lei del capoluogo si saranno per un attimo immedesimate in Marilisa, avvolta dalla dolcezza del suo abito bianco da sposa e tutti i lui aquilani avranno pensato, per un breve momento, a quanto può essere stupendamente responsabilizzante ‘il grande passo’.

Sull’altare, fra confetti, sogni ed ambizioni, qual è la più intensa promessa che si sono scambiati, al di là del ‘per sempre’? «Sicuramente, di non andare mai a dormire con la pancia vuota, come prima cosa: ecco perché ci hanno beccato da McDonald’s! Scherzi a parte, nel nostro giorno speciale, ho promesso a Stefano di rendere le nostre vite insieme un’opera d’arte: espressione di matrice dannunziana», dice lei. «Ci siamo, in effetti, scambiati delle promesse personalizzate dinanzi a tutti gli invitati; nelle mie era presente un concetto prioritario: ‘[i]con te ogni rinuncia è diventata una conquista, ogni viaggio una scoperta[/i]’. D’altronde il ‘per sempre’ è la somma di infinite difficoltà, scelte, delusioni, esperienze, opportunità e viaggi; il matrimonio è affrontarle assieme, guardando nella stessa direzione», dice lui.

Ricamare, su questa splendida storia, un po’ di fiaba e romanticismo 2.0 non è una colpa: chiunque ha diritto ad immaginarsi in abito bianco, soprattutto quando tutto il resto appare grigio spento. Il matrimonio, oggi come oggi, sembra assumere le sembianze di un passo difficilissimo da intraprendere, soprattutto per i giovani: crisi economica, scarsezza di lavoro, scarsezza di sentimenti ‘veri ed eterni’, scarsezza di solide basi umane e valoriali, forse.

Cosa significa per coloro che saranno ricordati in eterno dalla città aquilana come gli sposi del Mc, essere sposati? Marilisa: «Essere sposati significa avere al proprio fianco la persona che si ama, avere una molteplicità di occasioni in più per essere felici, sentirsi a casa fra le braccia di lui, in qualunque posto del mondo ci si trovi!». Stefano: «Essere sposati significa comprendersi, sorreggersi, mettere al mondo altre vite e cercare di dar loro gli giusti strumenti per essere felici. E, soprattutto, amarsi incondizionatamente».

A volte, carta e penna occorrono per dare in pasto ai lettori sfiduciati un bel finale da fiaba. Oggi, la Redazione de IlCapoluogo.it esprime un augurio ‘innamorato’ ad un uomo e una donna che hanno deciso definitivamente di vestire di speranze le loro vite unite assieme. Il ‘per sempre’ ha fatto, per un momento, capolino in città: il lancio virtuale del bouquet speriamo stavolta abbia fatto centro. L’essere innamorati è un diritto dell’essere umano.