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Seggiovia Gran Sasso, Comune impantanato

La Commissione consiliare Controllo e Garanzia del Comune dell’Aquila si è riunita – alla presenza del sindaco Massimo Cialente, del presidente del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga Arturo Diaconale e dell’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso Umberto Beomonte Zobel – per discutere, su richiesta del consigliere Guido Liris, della delicata e centrale questione della seggiovia delle Fontari, «cercando di approfondire – spiega il presidente della Commissione Raffaele Daniele – le questioni che impediscono a quest’opera di vedere la luce con grave danno per gli esercenti e per i fruitori del Gran Sasso».

«Nella seduta – precisa Daniele – sono emerse tutte le criticità relative al fatto che non possono essere ancora aperte le buste del bando pubblicato circa un anno fa, in quanto al progetto preliminare posto alla base del bando mancano i pareri per la Valutazione di impatto ambientale (Via), che deve essere emesso dalla regione, e per la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), che invece è di competenza comunale. Il Parco ha rilasciato un parere tecnico negativo mentre, attraverso il proprio consiglio direttivo, si è espresso favorevolmente nei confronti dell’opera. In questo contesto è purtroppo emerso che, oltre alle questioni tecniche, sono state le conflittualità tra gli uffici dei diversi enti che hanno impantanato la questione, con gravi ripercussioni sul nostro territorio, che potrebbero sfociare anche nella non apertura della stagione invernale».

«La situazione appare piuttosto complicata – aggiunge Daniele – Il Comune non può ritirare il bando, altrimenti le due ditte che vi hanno partecipato potrebbero agire legalmente, ottenendo una facile vittoria, e non può operare una revisione temporanea della seggiovia, altrimenti si esporrebbe ad un procedimento da parte della magistratura contabile. L’unica speranza è ottenere i pareri richiesti nel più breve tempo possibile, cercando poi di velocizzare i lavori al massimo per aprire in tempo la stagione sciistica, cosa che appare, purtroppo, assai improbabile».

«A tal proposito – conclude Daniele – il presidente del Parco, Arturo Diaconale, in scadenza di mandato, ha dichiarato ai membri della commissione che domani, nell’ultima riunione del consiglio direttivo della sua gestione, si impegnerà a tentare di far rivedere il parere negativo rilasciato dai tecnici del parco ed ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico-politico per superare i contrasti e consentire a quest’opera di trovare finalmente compimento».

Il consigliere Liris, intanto, ha annunciato il proprio appoggio, «personale e politico» alla volontà di referendum proveniente da Assergi per l’uscita dal Parco Gran Sasso.

«Sarò al fianco dei promotori del referendum per l’uscita dal Parco Gran Sasso – ha sottolineato – Non può essere ulteriormente accettato l’atteggiamento da parte dei tecnici del Parco che lavorano con attenzione scientifica per bloccare lo sviluppo turistico della montagna aquilana». «Ho finora dato la mia piena disponibilità acchè si trovassero delle soluzioni di mediazione tra lo sviluppo sregolato e l’ambientalismo integralista – ha aggiunto Liris – di fronte alle prese in giro di chi scambia disponibilità ed educazione per ingenuità è necessaria una presa di posizione forte e chiara. Siamo alla vigilia di un Consiglio Direttivo che dovrà portare all’approvazione del Piano di Parco: qualche tecnico propone di individuare nel nuovo Piano quale ZONA A (Riserva integrale senza possibilità alcuna di intervento) delle aree indispensabili per lo sviluppo del Piano di Investimenti turistici previsti a Campo Imperatore. Vengono compresi in queste aree i luoghi dove sono già previste le basi e gli arroccamenti degli impianti di risalita presenti e futuri: siamo alla farsa! E il Sindaco parla ancora di sviluppo e privatizzazione? Dopo l’approvazione dell’attuale proposta di Piano del Parco non ci sarà futuro per gli investimenti, per gli operatori economici e turistici di Assergi, per gli operai del Centro Turistico». «Di fronte ad un atteggiamento miope e sterile di un ambientalismo fatto solo di vincoli e ostruzionismi – conclude Liris – credo debbano essere gli abitanti di Assergi e di tutto il territorio comunale a decidere sul proprio futuro, anche sfidando le normative europee: la Grecia, culla della democrazia, ci ha appena dato una lezione in merito».

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