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Aeroporto Preturo: uno scalo fantasma con 7 dipendenti

Che fine hanno fatto i dipendenti dell’aeroporto di Preturo, quelli assunti dalla Xpress?

Dei 60 iniziali, assunti dalla Xpress, società che ha in concessione e in gestione il complesso di Preturo, oggi ne restano solo 7.

Due occupati in area amministrativa, tre nel settore antincendio, altri due impiegati nella manutenzione dello scalo.

Fin dall’inizio, irregolarità a parte che hanno portato a circa la metà dei licenziamenti, gli assunti che mansioni hanno svolto?

Oltre alla riqualificazione dell’aerostazione e alla segnaletica orizzontale sulla pista, i dipendenti son stati impiegati esclusivamente in corsi di abilitazione e di formazione.

La storia dei dipendenti

A settembre 2013 è uscito il bando per la selezione di nuovi 60 addetti, figure professionali di vario tipo con contratto a tempo indeterminato.

Soggetti svantaggiati, disabili, donne, giovani dai 18 ai 35anni, disoccupati o inoccupati iscritti presso un Centro per l’impiego della regione; laureati, diplomati, licenziati scuola dell’obbligo; residenti o iscritti all’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (Aire) in uno dei comuni dell’Abruzzo, questi erano i requisiti richiesti per accedere al bando.

Il finanziamento dei posti di lavoro doveva essere finanziato da “Lavorare in Abruzzo 3”, ma poi c’è stato un passo indietro da parte della Regione.

Alcuni dei lavoratori, circa una decina, non avevano una delle condizioni sopra elencate, vale a dire la residenza in Abruzzo dal novembre del 2012. Alcuni infatti, son diventati “abruzzesi all’ultimo minuto”, per poter usufruire del bando.

Altri 20 sarebbero stati impiegati fuori regione mentre il bando prevedeva l’occupazione in loco. Ultima nota dolente, la fideiussione bancaria richiesta dal bando a garanzia degli investimenti “emessa da un soggetto che non rientra tra quelli elencati all’articolo 107 del Testo unico bancario”.

Insomma una serie di stranezze e irregolarità.

Oltre alla schiera dei “divenuti resindenti” del cratere all’utim’ora, ci son stati altri licenziamenti, al punto da restare con 30 assunti. Esattamente la metà.

Oggi

Dopo lo stop al traffico aereo commerciale arrivato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), se non fosse per il presidio del 118, base operativa dell’ elisoccorso, e della SUNRISE Aviation S.r.l. lo scalo sarebbe davvero una zona morta.

L’ingresso è aperto a tutti, non ci sono controlli, è possibile arrivare con la propria auto fino alla pista di volo senza incontrare un’anima.

Quest’anno, con un intero scalo a disposizione, non si prevedono investimenti per quanto riguarda mezzi da impiegare nella lotta agli incendi boschivi.

Son finiti i tempi d’oro in cui si disponeva dei mezzi della forestale con base a Preturo, che negli anni scorsi e fino al 2014, hanno contenuto i tanti episodi di incendio nell’aquilano e fuori.

Intanto entro il 20 Luglio l’Enac si pronuncerà sul futuro dello scalo.

Apertura o chiusura prolungata?

Dopo il sottosequestro dell’area di di circa 20 mila metri quadrati, per via degli scarichi illeciti di terra da scavo e macerie del terremoto accumulate a Nord della pista d’atterraggio, che ne sarà dello scalo?

L’idea era di realizzare a costo zero, ricoprendo quei rifiuti speciali con asfalto, la nuova area di sicurezza di fine pista per i voli.

A giorni L’Enac dovrebbe fare un sopralluogo e valutare nuovamente la situazione.

A oggi, i lavori di rifacimento della pista, che è stata costretta a un ridimensionamento per via dell’area sequestrata, che consistono nel rintracciare la nuova segnaletica orizzontale, non son stati effettuati. (f.m.)