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Uno degli indagati: «Per aiutare Chiodi, sono in mare di guai»

«Per aiutare Chiodi mi ritrovo in mezzo a un mare di guai». È Raimondo Onesta, uno dei quattro indagati nella vicenda della presunta estorsione non consumata, ai danni dell’ex governatore, Gianni Chiodi che all’indomani della chiusura delle indagini da parte della procura distrettuale antimafia dell’Aquila, parla dicendo di essere vittima di un clamoroso errore giudiziario.

«Mi accusano – spiega Onesta – di essere l’anello di congiunzione tra gli altri e tre indagati e Chiodi, ma si sbagliano di grosso. Ho solo cercato di tutelare un mio amico di lunga data mettendolo al corrente di quello che stavano tramando nei suoi confronti. L’ho consigliato di stare lontano da queste persone. Un semplice consiglio che è stato trasformato in un tentativo di estorsione. Siamo davvero all’assurdo».

«Tra l’altro anche Chiodi sa benissimo come sono andate le cose e deve raccontarle agli inquirenti».