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Don Chisciotte bastonato, reduce e abbandonato

Signore mio, quante novità. Quanti avvenimenti hanno tenuto occupata la mente dei cittadini aquilani in questi giorni. La Corte dei Conti ha bastonato, anche se con bella magnanimità, Don Chisciotte, il “Pelide” assessore e la “diligente” del settore per non aver saputo amministrare il patrimonio edilizio del Comune e per non aver rispettato e fatto rispettare la normativa vigente in materia. La condanna inflitta mi sembra piuttosto pesante. Cosa ne pensate?

Mia cara vedova, c’è poco da pensare. Se lo dovessi fare correttamente, dovrei dire che la Giustizia contabile non ha affatto calcato la mano. Anzi ha sorvolato su tanti svarioni, spostando le virgole per non far sapere agli aquilani l’entità del danno erariale arrecato alle casse comunali. Se avesse dovuto applicare la norma alla lettera, altro che 30 mila euro, avrebbe dovuto aggiungere qualche altro zero. Se non lo ha fatto, non ha riservato un trattamento di favore al Grande Hidalgo e compagni, ma ha agito nel rispetto dei cittadini aquilani, perché saranno sempre loro, alla fine, a pagare anche le ammende, come pagheranno i fitti e i servizi “erogati” e non riscossi dal Municipio.

Signore, è vero che ha accreditato quasi 600 mila euro all’aeroporto per il decollo delle “cicogne”?

Signora mia, certo che è vero. Non perché lo dica io. Lo ha affermato più volte e pubblicamente il grande condottiero comunale. Non ne ha fatto mai mistero. Ha tenuto nascosta, invece, la spesa di circa 20 mila euro per il viaggio inaugurale, per il quale ha rischiato grosso. La mancata presenza dell’aereo francese a Fiumicino. Il trasferimento a Ciampino per cercare un aereo di fortuna. Se non avessero trovato un rottamatore di apparecchi, commosso alla vista dei 20 mila euro, avrebbero dovuto affrontare il viaggio di ritorno “lento pede”.

Signore, che volete, è stata una delusione forte. Ancora più forte all’arrivo, perché la grande commissione collaudatrice non ha trovato gli scolari con le bandierine pronte da sventagliare. I maggiori delusi, però, sono stati i bambini che, annoiati e stanchi per la lunga attesa, hanno pensato che Don Chisciotte abbia voluto emulare Cristoforo Colombo che, diretto alle Indie, approdò, invece, sulle coste americane. Hanno creduto che l’aereo dell’Hidalgo, diretto all’aeroporto dei parchi, abbia fatto scalo a Rieti. Per una volta tanto hanno obbedito ai genitori che hanno detto loro: “in questo aeroporto non si fermano neppure gli uccelli migratori, figuriamoci se possa atterrare l’apparecchio del Massimo cittadino”! A proposito. È vero che allo scalo aereo sono stati acquistati tanti rotoli di carta igienica?

Cara mia, non è rimasto tanto male per non aver trovato gli alunni festanti. Sta veramente male, invece, da quando le forze di minoranza si sono messe a spulciare i conti degli “oculati e produttivi” investimenti della barca comunale. Recentemente hanno scoperto una spesa astronomica esposta dal gestore dello scalo aereo. Sembrerebbe che siano stati acquistati ben 9.000 rotoli di carta igienica, doppio velo, morbida.

Signore mio, che lusso! Non può essere. Per quale motivo avrebbero dovuto acquistare una ingente quantità di carta igienica? Ma, quanti bagni ci sono all’aeroporto e quanti utenti avrebbero dovuto utilizzare tanta carta?

Mia cara, vedo che non sei tanto forte in matematica. Ma, il conto è semplicissimo. Ti aiuto io. Ogni rotolo, normalmente, è dotato di 350 strappi, o foglietti. Se moltiplichi 350 per 9000 rotoli, otterrai una cifra astronomica di strappi, ovvero 3 milioni e 150 mila foglietti. Ammesso che ogni utente ne consumi almeno tre, verrai a sapere che sono 1 milione e 50 mila gli utenti che usufruiscono dei servizi igienici dello scalo. Naturalmente, conoscerai anche il numero dei viaggiatori perché, si presume, che siano pari agli utenti dei bagni. Questa è una tesi. L’altra, forse più aderente alla realtà dei fatti, sembrerebbe debba attribuirsi ai continui mal di pancia della maggioranza che provocano dissenterie continue e improvvise, specialmente quando la minoranza chiede in visione le relazioni e i conti economici dell’ultimo triennio dello scalo aereo locale. Più che altro vorrebbero sapere quanti passeggeri abbiano volato negli esercizi 2012, 2013 e 2014. Del 2015 se ne parlerà più avanti. Altro che novemila. Forse ci vorranno ancora diverse integrazioni alle forniture di carta igienica.

Signore, siccome mi avete stimolato la fantasia, ho voluto cimentarmi in qualche operazione. Mi sono sbizzarrita a calcolare la lunghezza dei rotoli svolti e posti uno dietro l’altro. Allungandoli, potremmo arrivare fino a Firenze.

Se farai bene i conti, ti accorgerai che potrai raggiungere comodamente anche Bologna. Infatti, se ogni foglietto misura esattamente 12.5 centimetri e in un rotolo ce ne sono 350, si otterrebbe una lunghezza per rotolo di 4 mila 375 centimetri, pari a metri 43,75, che, moltiplicati per il numero dei rotoli. 9.000, darebbero luogo a ben 393 mila e 750 metri lineari, ovvero circa 394 chilometri. Perciò ci potremmo avvicinare a Bologna, superando abbondantemente Firenze. Tutte queste cifre, le multe, i rotoli, i cantieri annunciati che dovrebbero aprire, stanno facendo impazzire il povero Hidalgo, reduce da sconfitte sonore, da bastonate, da affronti sulla piazza e dalla piazza, da conti che non tornano e da rendiconti che non vengono né richiesti e tantomeno presentati. A tutto ciò si aggiunga il grande affronto della segreteria regionale del suo partito che lo ignora e non lo invita neppure alle riunioni ordinarie. Cosa dovrebbe fare Don Chisciotte? Continuare la inutile lotta contro i mulini a vento? Oppure ritirarsi in buon ordine, lasciando il pomo della discordia in mano ad altri? Neppure a pensarci lontanamente. Preferisce ricorrere all’uso dei “rotoli” per mantenere un minimo decoro, anche se i miasmi della vessazione politica e finanziaria ammorbano l’aria della città e delle pertinenze.

Signore mio, per cortesia diteci quale sarà il destino del Massimo cittadino e, possibilmente anche il nostro, in maniera da cercare qualche riparo.

Mia cara, lo dico a te, perché tu possa riferire a chi di dovere: “[i]Ducunt volentem fata, nolentem trahunt[/i]”. Cioè: “I fati conducono dolcemente chi li segue; trascinano a forza chi ad essi resiste”. Hai capito bene? Se ti dovessero chiedere spiegazioni, rispondi pure con la citazione di Curzio: “[i]Fragilitatis humanae nimia in prosperis rebus oblivio est[/i]”. Ovvero: “Nelle prospere cose troppa è la dimenticanza della fragilità umana”. Ricorda anche tu questo principio e attieniti ad esso, cercando di recuperare il terreno perduto. Torna alla casa del Padre prima che sia troppo tardi, prima ancora che tu possa perdere anche l’anima!

Signore, grazie dei consigli e così sia.

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