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7 milioni alle cliniche private, «Ma la legge non obbliga la Giunta D’Alfonso»

La Giunta Regionale regala ben 7 milioni e 800 mila euro ai proprietari delle cliniche private, mentre «massacra la sanità pubblica. Una scelta, quella della Giunta, volta a potenziare le strutture di pochi privati, mentre per tutti i cittadini chiudono i punti nascita, diminuiscono i pronto soccorso e si propone in commissione la compartecipazione alla spesa socio sanitaria per i pazienti». Questo il nuovo grido di allarme lanciato dai consiglieri pentastellati in Regione.

«Si avvantaggia la sanità, di cui godono solo le fasce più ricche della popolazione – spiegano i consiglieri del M5S – a discapito di quella pubblica, fruita invece dalla maggior parte dei cittadini, soprattutto da quelli che vivono in situazione economica di disagio. Una scelta che non troviamo corretta – continuano i pentastellati – visto che, a differenza di quanto sostenuto dalla maggioranza, non c’era nessun obbligo per operarla».

«Sulla stampa di oggi, infatti, la maggioranza prova a far passare questa scelta come obbligata da un emendamento alla legge nazionale sulla spending review del 2013. FALSO l’emendamento da la possibilità alla Regione – dunque non la obbliga – a rivedere il rialzo i calcoli sui tetti di spesa per le cliniche private, contenendo i costi su altre aree di spesa sanitaria».

«Anche il fedelissimo Camillo D’Alessandro prova a mettere una pezza a colori affermando alla stampa che la rideterminazione del budget per la ospedalità privata non è altro che l’applicazione di una disposizione nazionale, del 2013, voluta dal centrodestra abruzzese, portata in Parlamento ed approvata attraverso la forma dell’emendamento. Ma quello che il Sottosegretario D’Alessandro dimentica di sottolineare è che l’applicazione della disposizione nazionale è esclusivamente volontà della giunta perché la norma non è obbligatoria».

«Leggendo L’art 49 della Legge 9 agosto 2013 n. 98, che i ‘distratti’ utilizzano come giustificazione, si legge chiaramente che la norma non è obbligatoria e che comunque secondo i criteri stabiliti sarebbero solo 2 le cliniche che rientrano nella logica dell’emendamento. Come mai il Presidente ha deciso destinare questi soldi a NOVE strutture del territorio?».

«Sicuramente lo chiederemo ai diretti interessati, per ora è importante che i cittadini sappiano che le scelte di questa amministrazione non aiutano gli abruzzesi, ma solo quei “pochi” a cui probabilmente si deve rendere conto», questa la conclusione.