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USRA, nominato l’esperto di organizzazione processi lavorativi

di Giampaolo Ceci*

Tra le molte iniziative prese per migliorare l’organizzazione della ricostruzione, una non ha avuto alcun rilievo mediatico: è quelle della nomina di un esperto di organizzazione dei processi lavorativi che dovrebbe coadiuvare per sei mesi il titolare ing. Fabrizi nell’analisi tecnica e nella raccolta dei dati sull’attuale organizzazione dell’USRA.

La prima considerazione che mi viene in mente su questa importante novità, é una valutazione politica: il titolare dell’USRA ha evidentemente individuato nell’organizzazione dell’USRA e nei suoi processi lavorativi, uno dei fattori critici dei ritardi e ha agito di conseguenza.

Probabilmente, non avendo tempo per dedicarsi di persona alla complessa analisi, ha ritenuto opportuno cercare un esperto che lo coadiuvasse, quantomeno nella raccolta metodologica dei dati, per mettere a fuoco le potenzialità e gli “imbuti” organizzativi presenti nelle procedure lavorative dell’USRA, per poi poter decidere, con maggiore cognizione, come riattivare i flussi informativi e fare i necessari cambiamenti organizzativi e di controllo.

Se questo é stato il ragionamento, mi pare ineccepibile.

Per quanto riguarda l’attuazione pratica del disegno strategico, invece ci sono elementi che mi hanno incuriosito.

Anche per scegliere il candidato (come per quella della scelta del Titolare) si è fatta una scelta politica di “trasparenza” ovvero quella di attivare una pubblica selezione cui chiunque avesse avuto titoli e “l’ardire”, avrebbe potuto partecipare.

Una scelta giuridicamente non obbligata, avendo potuto il titolare lecitamente conferire direttamente l’incarico ad un esperto di sua fiducia, poiché i limiti dell’incarico sono sotto la soglia che obbliga ad indire una pubblica selezione per titoli.

Tra i requisiti ritenuti “premianti” richiesti nel bando, mi ha colpito quello “di ricoprire o avere ricoperto la qualifica di dirigente pubblico”. Non “dirigente” ma “dirigente pubblico”. Siccome gli enti pubblici non mi pare abbiano mai brillato per la loro organizzazione o abbiano prodotto studi metodologici sull’efficienza del loro personale, ho dedotto che il requisito sia stato inserito per la necessaria conoscenza che il candidato dovesse avere delle procedure pubbliche a cui l’USRA é sottoposta, essendo un ufficio pubblico.

Insomma “strategicamente” nel bando si è dato più peso ad un esperto delle procedure della “macchina organizzativa” pubblica, piuttosto che ad uno che operasse nella moderna organizzazione d’imprese private. Una scelta strategica che rientra tra le prerogative di chi redige il bando, ma che, a mio parere, potrebbe rivelarsi tragicamente sbagliata per organizzare meglio o fare cambiare mentalità “alla macchina” dell’USRA.

Una seconda sorpresa è stata la durata dell’incarico e il suo corrispettivo (36 mila euro lordi per sei mesi di lavoro).

La durata semestrale dell’incarico sottende che la funzione richiesta é solo di ausilio temporaneo al titolare, finalizzato alla raccolta delle informazioni e alla stesura di uno studio preliminare sullo stato di fatto, piuttosto che all’implementazione delle procedure dopo averle individuate e razionalizzate.

Poi, evidentemente, a meno di proroghe, sarà compito si altri affinare l’analisi organizzativa effettuata, mettere a punto i processi, sino alla completa definizione operativa del modello organizzativo comprendente la razionale posizione delle funzioni e dei sistemi di guida e di controllo.

Anche il corrispettivo della prestazione lascia perplessi perché sottende che, in effetti, non si cercasse un vero professionista “esperto” . Nessun “esperto” in organizzazione aziendale potrebbe operare col suo staff fuori sede, per 36.000 euro lorde (spese incluse) per sei mesi, né potrebbe abbandonare il suo studio per un periodo così lungo, perché nel frattempo perderebbe la sua clientela, e, per la verità, neppure sostenere agevolmente i costi connessi all’obbligo di residenza all’Aquila, seppure operasse da solo.

Eppure l’aspetto economico non può essere “un problema” per un’azienda che, movimenta un miliardo di euro l’anno e quindi che, velocizzando di UN SOLO GIORNO il flusso finanziario in uscita, si ripaga l’Esperto!!

Il problema Aquilano è trovare una persona capace, non spendere poco.

Si cercava quindi un dirigente pubblico, competente in organizzazione di aziende di grandezza significativa, che però non avesse uno studio avviato, che lavorasse, ma senza neppure una segretaria.

Un esperto disoccupato o un altruista che non fosse mosso dal guadagno, quindi.

Infatti, con queste limitazioni solo tre sono stati i candidati, nonostante l’incarico fosse tra i più gratificanti che ci siano sul mercato e il problema organizzativo alquanto serio.

Certamente l’USRA, che opera in perfetta trasparenza, metterà on line sul suo sito, sia il giudizio che la commissione ha redatto sui titoli dei candidati, che i loro curricula, essendo solo tre.

Ultima notazione. Nonostante i candidati fossero solo tre, tra scelta dei membri della commissione, valutazione dei candidati e redazione del verbale c’è voluto più di un mese per fare la scelta, a dimostrazione che, in realtà, la decisione non è stata facile o che il problema dell’organizzazione dell’USRA è davvero urgente.

In questo scenario s’inserisce l’enigmatica disposizione voluta da Roma, che il prossimo titolare dell’USRA sarà scelto direttamente dalla Presidenza del Consiglio.

*Direttore del Centro Studi Edili di Foligno