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Odg Abruzzo: «Ansa bene comune dei cittadini»

L’Ansa è un «bene comune dei cittadini». È quanto emerso nel corso di un’assemblea di redazione a Pescara tra i giornalisti di Ansa Abruzzo e Molise e i vertici del Sindacato giornalisti abruzzesi e Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. Hanno partecipato all’incontro il segretario del Sga Paolo Durante, il presidente dell’Odg Abruzzo Stefano Pallotta, il componente abruzzese della Giunta Fnsi e componente Esecutivo Usigrai Ezio Cerasi, il tesoriere dell’Odg nazionale Nicola Marini, il consigliere nazionale Fnsi Marco Patricelli, il consigliere regionale dell’Odg e fiduciario Casagit Donatella Speranza, il presidente della Commissione Contratto Usigrai Fabrizio Masciangioli e il fiduciario regionale Inpgi Antimo Amore.

In particolare il presidente Pallotta, partendo dalla vertenza attuale sui 65 esuberi annunciati dall’azienda nel piano presentato al Cdr, ha poi voluto ampliare la discussione sulla riforma delle agenzie e sull’assetto societario della stessa Ansa.

«L’Ansa – ha sottolineato il presidente Odg Abruzzo – non si tocca perché è una garanzia di democrazia, è un patrimonio di tutti. Poi bisogna affrontare i problemi strutturali, che ci sono e che derivano sostanzialmente dal ‘peccato originario’ che è l’esistenza di una cooperativa fondata principalmente da editori della carta stampata che oggi vivono una crisi profonda. Si vogliono fondere Agi e Ansa? Benissimo, si fondano pure, ma cambiamo la natura di questa cosa: facciamo allora entrare l’Eni – dice Pallotta lanciando una provocazione per aprire una riflessione sul medio-lungo termine – che detiene l’Agi, nella proprietà dell’Ansa. La Rai perché sta fuori dall’Ansa?».

«Questa è allora l’occasione – ha rilevato Pallotta – per fare un discorso di riassetto complessivo anche delle strutture societarie della maggiore agenzia di stampa nazionale, con l’ingresso di nuovi soci, anche a partecipazione statale, a garanzia della sopravvivenza di un’agenzia che è il baluardo dell’informazione. Se crolla l’Ansa, crolla tutta l’impalcatura dell’informazione italiana». «Ci sarà un effetto strike – ha chiosato Nicola Marini – per tutti».

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