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L’Aquila 1981, le 19 fotografie

[i]Fotografie di Vincenzo Battista[/i]

di Vincenzo Battista

Le fotografie realizzate in distinti momenti tra il 1981 e il 1982, in questo che si può definire “un racconto per immagini” scaraventato nel tempo, una biografia etnofotografica sull’emigrazione e non solo, che comunque lambisce appena un ambito sociale legato al complesso fenomeno sociale e ai suoi “segni”, vedono riassunti alcuni valori della cultura popolare molto distante da noi che si caricano forse di forti narrazioni.

Nicchie, in definitiva, di intime circostanze che la fotografia ci svela, ci fa conoscere. Infatti, le immagini ripercorrono il tempo, “la memoria”, montate in una sorta di sequenza filmica, leggono i frammenti delle micro- storie: atteggiamenti, comportamenti che marcatamente ci fanno comprendere una dimensione fortemente simbolica delle immagini d’epoca come oggetto di culto custodite gelosamente, fino ai luoghi dei paesi lasciati con l’emigrazione che conservano ancora intatte la memoria di una società contadina e pastorale dell’Abruzzo non oleografica.

Quando, nel 1981, allora all’età di 24 anni, realizzai questo “reportage”, scatti cercati in maniera minuziosa, volevo forse dimostrare la forza del linguaggio della rappresentazione del documento fotografico per leggere ed illustrare le vicende delle comunità locali, le motivazioni, i luoghi e le atmosfere. Le immagini, dunque, realizzate a Santo Stefano di Sessanio, Fossa, Collepietro, Roio, tutti centri della provincia dell’Aquila e infine nel capoluogo di regione, incontravano una dimensione particolare legata alla cultura popolare ancora fortemente presente, ai suoi modelli esistenziali, ai “campi” delle credenze e superstizioni, agli usi degli spazi, fino alla casa contadina e la “memoria degli antenati”.

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