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‘Keep calm and vagina’ a L’Aquila

di Raffaella De Nicola

“Ma non potevate chiamarla [i]Keep calm e patatina?[/i] o in romanesco [i]statte calma e VA’ da GINA? [/i] Oppure farfallina? E quante volte la nominate nel testo? Cioè, no, ma non si può evitare di citarla, evocarla e addirittura metterla così sfacciatamente nella locandina“?

Eh no. Non si poteva evitare, molte volte si è tentato di censurarla, se l’umorismo trasgressivo de “I Monologhi della Vagina” di Eve Ensler è stato tradotto in 35 paesi dal 1997, rappresentando in tutto il mondo il linguaggio femminile della violenza sulle donne nata insieme al respiro dei tempi, parlando tutte le lingue, tornando e ritornando. Ben lo sa la sua autrice, la drammaturga statunitense vittima di abusi sessuali che sulla scia del suo libro ha globalizzato il problema con il V-Day, un movimento che ogni anno organizza la giornata contro la violenza sulle donne.

Tema drammatico: la vagina [i] “umido villaggio vivente di acqua. Loro l’hanno invaso. L’hanno massacrato e bruciato. Io non tocco adesso. Non ci vado mai. Io vivo in un altro posto, adesso. Io non so dov’è, adesso” [/i] incrocia la creatività dell’ironia “nel migliore dei casi fa venire in mente un’infezione, o uno strumento chirurgico, è una parola assolutamente ridicola, non ha niente di sexy”, consigliatissima come anticoncezionale: nominata durante un rapporto fa precipitare all’istante l’atmosfera. Provare per credere. E’ il metodo più garantito di crescita zero.

{{*ExtraImg_246727_ArtImgRight_300x225_}}Ora tutto questo materiale, un cazzotto ed una carezza, denso ma privo di volgarità, è stato liberamente preso da una compagnia di “Decervellati”, il che non è proprio una garanzia, anzi un aiutino terapeutico ci starebbe proprio bene. Ma le cose non sono esattamente così. C’è un legame, in realtà, fra Castiglione Olona (VA) dove l’Associazione culturale è nata, e L’Aquila. E questo legame ha un nome: Brunella Massacesi, aquilana, formatasi al teatro Stabile l’Uovo, poi Roma, Milano e approdata nel 2009 in quel nomadismo che così tanto configura questi nostri anni aquilani nel varesino. Qui segue, fra l’altro, la regia dello spettacolo che verrà presentato sabato 27 giugno all’Auditorium Piano, ore 21.00 ad entrata gratuita, un omaggio che ha voluto fare alla sua città. Palpita e freme in questo suo ritorno, l’ansia che preme si miscela alle sei donne che racconteranno, fra improvvisati passi di danza, donne divertite, divertenti, violate e tradite, il femmineo che sfonda il muro invisibile del perbenismo e della vergogna sotto la cui cenere veglia la brace incandescente degli oltraggi.

Pare che i componenti della compagnia non abbiano dimenticato nulla. Persone anonime hanno testimoniato che sono andate dall’estetista, parrucchiere, abiti di scena in valigia, qualche cavo e marchingegno messo in macchina. Qualcuno li ha visti tornare indietro a prendere, di nascosto, il testo teatrale, decervellati non a caso, insomma, poi un‘attrice e così via. Insomma, sembra non abbiano più fiato. E’ l’emozione di tornare a casa, è il brio di portare un regalo che non si vede l’ora di scartare, di ritrovare una cadenza dialettale. Se poi si pensa che questo dono è un universo vulvico, un grembo, un utero, è il caso di consigliare lo spettacolo ad un pubblico (veramente) adulto che ricordi di aver nuotato, almeno una volta, come un delfino in un beato oceano di liquido amniotico.

Info: www.decervellati.com – cell. 347.6618809. E’ consigliata la prenotazione.

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