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Droga Albania-Italia: 7 arresti, aquilano latitante

Arrestate dalla polizia di Stato di Teramo 8 persone e 13 denunciate, tra italiani e albanesi, per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalle indagini è emerso che il “perno” della presunta organizzazione sarebbe un imprenditore aquilano, al quale gli uomini della Guardia Finanza avrebbero riscontrato gravi irregolarità fiscali.

La procura dell’Aquila ha emesso un “sequestro preventivo” di 20 immobili, 10 autovetture di grossa cilindrata, tra cui una Lamborghini Gallardo, ed un’imbarcazione da diporto di particolare valore, per un totale di oltre 1 milione di euro.

L’imprenditore edile dell’Aquila, A.W.D, 43 anni, impegnato anche nella ricostruzione post-sisma, è tuttora latitante. Lo stanno cercando tutte le Forze di polizia a cui è stato diramata una foto segnaletica.

La polizia, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, David Mancini, ha eseguito quindi 7 delle 8 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Giuseppe Romano Gargarella.

Si tratta di due albanesi di 23 e 28 anni e di un romeno di 30, tutti residenti a Teramo, di una 32enne residente nella provincia teramana, di una 31enne residente a Bellante (Teramo) e di due albanesi 38enni residenti uno a Castellanza (Milano) e l’altro a Bustarsizio (Varese).

LE INDAGINI – Le indagini sono scattate nel marzo dello scorso anno da parte della squadra mobile di Teramo, diretta da Gennaro Capasso, a carico di alcuni albanesi ritenuti dediti allo spaccio, a Teramo, i quali vantavano tra i consumatori anche imprenditori e personaggi della Teramo ‘bene’. Si è scoperto che il presunto sodalizio era composto da italiani e albanesi che operavano tra Milano e Teramo nello spaccio di cocaina e marijuana. La prima attività di indagine ha consentito agli investigatori di arrestare sei persone e sequestrare un chilo di cocaina e tre di marijuana.

In particolare, la polizia ha potuto accertare che dalla provincia di Milano arrivava anche un chilo di cocaina a settimana in Abruzzo da cedere ai pusher di zona che spacciavano, soprattutto, sulla costa teramana e nel pescarese.

In due casi – ha spiegato il capo della Mobile nella conferenza stampa a cui erano presenti il vicario del questore di Teramo Patrizia Carosi e il capitano della Compagnia della Guardia di Finanza dell’Aquila, Luca Russo – gli indagati avrebbero estorto ad un tossicodipendente di Teramo un appartamento poichè non in grado di pagare un debito per l’acquisto di droga, mentre un altro tossicodipendente sarebbe stato sequestrato un’intera giornata e picchiato per costringere a pagare chi si rifiutava di saldare il conto.

‘Perno’ dell’organizzazione, sempre stando alle indagini, sarebbe il costruttore aquilano che, secondo gli investigatori, supportava il traffico di stupefacenti con mezzi e strumenti a sua disposizione: dalle autovetture per il trasporto della droga da parte degli affiliati albanesi alle assunzioni fittizie nelle proprie imprese per regolarizzare la loro permanenza in Italia.

Parallelamente all’indagine di polizia si è mossa la Guardia di Finanza dell’Aquila che aveva notato profonde discrasie tra la posizione fiscale e tributaria dell’imprenditore e il suo tenore di vita. Le Fiamme Gialle aquilane hanno così scoperto che l’uomo possedeva un ingente patrimonio composto da 20 immobili, 10 autovetture di grossa cilindrata, tra cui una Lamborghini Gallardo e uno yacht ormeggiato all’estero. I beni sono stati sottoposti a sequestro preventivo.

La Finanza, nel corso degli accertamenti patrimoniali, ha scoperto che l’aquilano, che avrebbe avuto sentore di indagini a suo carico, si sarebbe ‘spogliato’ dei propri beni intestandoli fittiziamente a persone a lui vicine.

Il pm Mancini ha riunito i due fascicoli chiudendo le indagini con la richiesta di arresti eseguiti stamane.

«E’ un risultato straordinario – ha commentato a margine della conferenza stampa il capo della squadra mobile – a cui va dato merito al lavoro sinergico tra polizia e finanza».

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