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‘Più: uffici per l’integrazione’, L’Aquila maestra di strategie sperimentali

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Quanto è importante il potenziamento della capacity building di tutti gli attori sociali e culturali che operano nei processi di accoglienza e integrazione?

In che modo formazione e sperimentazione di azioni pilota possono migliorare la governance locale del fenomeno migratorio? Sono alcune delle questioni affrontate nel corso dell’ultimo incontro del progetto “Più: uffici per l’integrazione”, cofinanziato dall’Unione Europea (FEI, Azione 9 “Capacity building”) / annualità 2013) e promosso sul territorio dal Comune dell’Aquila con il supporto di diversi partner (Fondazione Mondo Digitale, Comunità Montana Sirentina, Comunità Montana Montagna di L’Aquila, Comune di Castelvecchio Subequo, Comune di Fontecchio, Comune di Goriano Sicoli, Comune di Molina Aterno, Comune di Montereale, Comune di Ovindoli, Comune di San Demetrio ne’ Vestini, Comune di Pizzoli).

A partire dalla necessità di offrire una risposta concreta al repentino cambiamento dell’assetto sociale e organizzativo del territorio aquilano (in alcuni comuni è straniero un residente su 3), il progetto ha sviluppato azioni sistemiche non solo per formare e aggiornare personale di enti pubblici e privati, ma anche per sperimentare servizi innovativi per la popolazione immigrata del territorio coinvolto: 60 ore d’aula per gli operatori della pubblica amministrazione sulle tematiche legate al fenomeno migratorio e un percorso di formazione continua sulla valutazione dei servizi territoriali dedicati ai cittadini stranieri, 2 azioni pilota nell’ambito della mediazione culturale e dell’orientamento ai servizi e un “Portale Immigrazione del territorio aquilano” [url”www.progettopiulaquila.it”]www.progettopiulaquila.it[/url] per fornire gratuitamente notizie, informazioni e quadro normativo.

«In questo momento storico – ha dichiarato Emanuela Di Giovambattista, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila – quella dell’immigrazione rappresenta una questione fondamentale per gli amministratori, una problematica complessa e di urgente attualità. Un fenomeno, peraltro, non certo episodico, ma soggetto a ricorsi storici e, pertanto, naturale e connaturato nella società. Le istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a dare risposte, non solo in termini di accoglienza, ma anche attraverso l’attivazione di politiche inclusive. Si tratta di mettere in campo azioni positive che possano favorire l’orientamento dei cittadini stranieri nel complesso sistema di regole, accesso ai servizi, mondo del lavoro».

«A tutto questo si è voluto dare una risposta attraverso il progetto “Più: uffici per l’integrazione”, che ha visto il Comune dell’Aquila quale capofila. Nell’arco di un anno, rispettando rigorosamente le tempistiche previste, sono state attivate azioni tese a dare risposte a queste problematiche, a cominciare dalla formazione. Due sono state le azioni pilota: la mediazione culturale, rivolta soprattutto alle famiglie e alla scuola, e l’attivazione dello sportello di orientamento ai servizi, in collaborazione con Arci, Associazione Donne Immigrate per le pari opportunità e Leonardo Società Cooperativa Sociale. I servizi sono stati attivati in forma sperimentale ma, certamente, le nostre iniziative non termineranno con il progetto».

«Il Comune dell’Aquila, infatti, con propri fondi di bilancio, proseguirà nella promozione di servizi per l’immigrazione e di pratiche inclusive, di orientamento e di formazione».

Interessante in chiusura anche la testimonianza diretta delle Comunità Montane Sirentina e Montagna di L’Aquila, protagoniste di diverse azioni pilota presentate come buone pratiche da consolidare e replicare in altri territori.

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