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Discarica Bussi: 3,1 milioni per messa in sicurezza

La Giunta regionale abruzzese, su proposta dell’assessore all’Ambiente Mario Mazzocca, ha approvato la delibera relativa all’Accordo di programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica delle aree comprese nel Sito d’interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino.

La definizione del provvedimento, che permette di investire 3,1 milioni di euro, è stata resa possibile anche grazie al capillare lavoro di analisi dell’iter procedimentale compiuto dal segretario particolare della Presidenza, Claudio Ruffini, che in questi mesi ha provveduto a seguire i diversi passaggi per il recupero delle risorse disponibili.

L’accordo – che vede la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, della Regione Abruzzo, delle Province di Pescara e Chieti, dei Comuni di Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Chieti, Manoppello, Popoli, Rosciano, Scafa, Tocco da Casauria e Torre dé Passeri – costituisce un impegno tra le parti per attivare ogni misura necessaria all’attuazione degli interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica del SIN di Bussi, secondo programmi già definiti.

L’investimento previsto è pari a 3,1 milioni di euro. Gli interventi di messa in sicurezza, secondo quanto previsto nel documento, mirano a definire un piano di prevenzione delle emergenze anche all’esterno dell’area, al fine di ridurre i possibili rischi sanitari.

Tra i vari interventi sono previsti: un milione 419mila euro a favore dell’Arta per la realizzazione del piano di caratterizzazione delle aree; un milione 285mila euro a favore del Comune di Bolognano per la progettazione e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica in via sostitutiva dei soggetti inadempienti; 245mila euro a favore della Regione e dell’Istituto superiore di sanità per verifiche e valutazioni di carattere sanitario e valutazioni epidemiologiche.

«Si tratta – ha spiegato l’assessore Mazzocca – di un provvedimento importante non solo dal punto di vista economico, ma anche per le conseguenze ad esso collegate, con il quale intendiamo mettere a regime l’elaborazione di uno studio epidemiologico in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. Un tassello, questo, necessario nel più ampio piano di interventi che stiamo predisponendo per bonificare questa parte di territorio e tutelarla dopo anni di dissesti ambientali».