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Consiglio Abruzzo: «Strappo in Maggioranza»

«Oggi, per la prima volta dall’inizio della legislatura, la maggioranza di D’Alfonso ha dimostrato chiaramente di essere fondata su alleanze fragili, non basate su una condivisione piena di idee e obiettivi, ma su mere logiche di potere». Questo il commento del capogruppo del M5S, Riccardo Mercante, su quanto accaduto ieri nel corso della seduta del Consiglio regionale, che ha registrato «la bocciatura della risoluzione presentata dai Consiglieri di Abruzzo Civico, Olivieri e Gerosolimo, per consentire la classificazione dei Comuni di Sulmona, Vasto e Lanciano quali poli di attrazione».

«Abbiamo assistito ad un vero e proprio strappo in seno alla maggioranza dalfonsiana – ha spiegato Mercante – che credo sarà piuttosto difficile per il presidente riuscire a ricucire. Dopo le dure affermazioni dei consiglieri Olivieri e Gerosolimo dei giorni scorsi che lamentavano l’assoluta mancanza di attenzione da parte del presidente della Giunta nei confronti dei loro territori di origine, soprattutto a seguito della decisione di proseguire nello scellerato piano di chiusura dei punti nascita destinato a colpire duramente anche le due cittadine abruzzesi di Ortona e Sulmona, era possibile presagire malumori e insoddisfazione tra le fila della maggioranza. A maggior ragione laddove si ritenessero dotate di un qualche fondamento quelle voci di corridoio, circolate solo poche ore fa, a proposito di una riunione di maggioranza dove i due consiglieri non sembrerebbero essere stati invitati».

«Quanto accaduto nel corso della seduta di ieri pomeriggio – ha continuato Mercante – va, tuttavia, oltre ogni aspettativa. D’Alfonso e i suoi “fedeli” hanno votato contro una risoluzione presentata da consiglieri della stessa maggioranza, dimostrando che la solida colazione di inizio legislatura non esiste più. E a lasciar pensare che non si tratti di una casualità, l’argomento oggetto della risoluzione respinta, visto che si trattava, ancora una volta, di un atto diretto a tutelare i territori dei due Consiglieri dissidenti. Ad aggravare e rendere ancora più confusa la situazione ha contribuito il voto contrario di NCD che ha appoggiato la linea dalfonsiana, permettendo, in questo modo, la bocciatura della risoluzione e forse anticipando nuove composizioni in seno al Governo regionale».

Il sottosegretario alla Giunta regionale Camillo D’Alessandro, tuttavia, abbassa i toni ed esprime addirittura «soddisfazione per i lavori del Consiglio regionale, che hanno evidenziato come la maggioranza abbia garantito i numeri necessari per approvare provvedimenti evitando rinvii o dilazioni». «Ogni volta che la maggioranza si è espressa – ha sottolineato D’Alessandro – ha garantito 16 voti puntuali, sia per approvare sia per bocciare provvedimenti presentati. Alla luce del sole, nel dibattito e nel confronto pubblico, il presidente Luciano D’Alfonso, prima annunciando e poi scrivendo come suo stile in una lettera affinchè rimanga certezza degli impegni assunti, ha aperto alle proposte avanzate nello specifico dal capogruppo di Abruzzo Civico Andrea Gerosolimo circa la funzione delle città di Sulmona, Lanciano e Vasto, che si inseriscono perfettamente all’interno di una riflessione profonda sul ruolo delle città territorio chiamate a svolgere funzioni oltre i propri confini. Serenamente – conclude il sottosegretario – andiamo avanti garantendo all’Abruzzo la certezza delle decisioni».

Critiche alla maggioranza sono arrivate oggi anche dal gruppo consiliare di Forza Italia, secondo cui «la maggioranza di D’Alfonso continua ad avere enormi difficoltà non solo dal punto di vista strettamente politico, ma anche sotto l’aspetto tecnico con provvedimenti importanti fermi da tempo che non approdano in Aula consiliare». «Un ulteriore caso – spiega il gruppo consiliare di Forza Italia in una nota – riguarda il progetto di Legge numero 101/2015 relativo alla Delibera 292/C approvata il 21/04/2015, presentato come al solito in “pompa magna” come “collegato alla finanziaria 2015”, oltre 2 mesi fa quindi, che non viene ancora esaminato in Consiglio regionale ed è impantanato nelle Commissioni, fermo nella fase cosiddetta pregiudiziale di irricevibilità». «Questo P.L. impropriamente denominato “Collegato normativo alla Legge di stabilità economico-finanziaria regionale 2015″ – si precisa nella nota – contiene una serie di norme che riguardano vari settori come industria, università, sanità, l’agricoltura, il sociale e l’ambiente con riferimenti all’Arta e al Comitato Via. L’esame del testo è stato più volte impugnato da Forza Italia in quanto lo riteniamo preliminarmente irricevibile da parte delle Commissioni e non condividendolo nel contenuto abbiamo presentato oltre 1.000 emendamenti. La maggioranza, su input del Presidente, forzando la mano, ha proceduto alle convocazioni delle Commissioni, anche in seduta congiunta, come accaduto oggi con la I e la III, chiamando in audizione una pletora di Capi Dipartimento, dirigenti, funzionari e rappresentanti delle organizzazioni professionali. Alle nostre giuste e decise rimostranze, di fronte all’opportunità di proseguire nell’iter burocratico, visti anche i pareri degli stessi uffici competenti si è deciso di sciogliere i lavori e rimandare la discussione alla prossima seduta nel corso della quale verrà finalmente modificato il titolo del P.L. e modificato secondo le indicazioni, suggerimenti e indicazioni degli uffici tecnici del Consiglio e Giunta. Va sottolineato che sui 62 articoli che compongono il provvedimento ben 41 sono stati osservati dagli uffici tecnici sia della Giunta sia del Consiglio regionale che hanno sollevato finanche dubbi di costituzionalità».

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